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bilancio e prospettive

Risanamento e rilancio. Il sottogoverno della Regione tra passato, presente e futuro

La Giunta “fotografa” la situazione degli enti strumentali e delle partecipazioni: non solo “carrozzoni” ma anche potenziali motori di sviluppo

Pubblicato il: 04/01/2026 – 13:57
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Risanamento e rilancio. Il sottogoverno della Regione tra passato, presente e futuro

CATANZARO Non solo (o comunque non tutti) “carrozzoni”, ma anche potenziali motori di sviluppo: sono gli enti del “sottogoverno” della Regione, aziende, agenzie regionali, società partecipate e controllate, fondazioni regionali, tutti soggetti sotto il controllo e l’indirizzo dell’amministrazione regionale che garantiscono l’erogazione di beni e servizi necessari. Come ogni anno, anche stavolta, per il triennio 2026-28, gli enti di sottogoverno sono oggetto di attenzione nei documenti di bilancio della Giunta regionale, che fa il punto della situazione, delle criticità ma non solo, e traccia anche le prospettive future. «Nel triennio di riferimento – si legge nel Defr – la Regione porterà a compimento il risanamento delle società partecipate… trasformandolo da costo di gestione a leva per lo sviluppo turistico e sociale».

Lo “stato dell’arte”

Si parte anzitutto da una “fotografia” dell’attuale situazione. «Attualmente – evidenzia la Giunta – la Regione detiene partecipazioni, talvolta marginali, in numerose società, alcune delle quali sono da tempo sottoposte a procedure fallimentari o di liquidazione. Questa proliferazione di partecipazioni non strategiche è stata riconosciuta come problematica e affrontata attraverso vari interventi di razionalizzazione. Per migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto finanziario sui conti regionali, la Regione sta proseguendo nelle attività intraprese con il duplice intento di: razionalizzare le partecipazioni societarie non essenziali, garantire che le risorse pubbliche siano impiegate in modo più efficace, evitando sprechi e migliorando il ritorno economico e sociale». Per quanto riguarda, invece, gli enti strumentali e le fondazioni «l’analisi dei più recenti rendiconti – prosegue la Giunta nel Defr – ha evidenziato alcune problematiche ricorrenti: elevata dipendenza finanziaria dalla Regione (questi enti non dispongono di sufficienti risorse autonome per coprire i propri fabbisogni, struttura dei costi sbilanciata (la maggior parte delle risorse è destinata ai costi fissi, in particolare per il personale, che rappresenta il 70-80% delle entrate totali), deficit nei processi di controllo di gestione (la mancanza di strumenti adeguati rende difficile valutare l’efficienza e l’efficacia dei progetti e dei servizi erogati, sollevando dubbi sull’economicità della gestione)». Nel 2025 – è scritto poi – «la Regione Calabria ha proseguito il percorso di revisione complessiva delle partecipazioni regionali (società, fondazioni ed enti) con l’obiettivo di: 1. Migliorare le performance operative: Attraverso la riorganizzazione dei compiti e delle funzioni affidati a ciascun soggetto. 2. Effettuare operazioni straordinarie di razionalizzazione: Per ottimizzare l’uso delle risorse pubbliche, evitando inefficienze. 3. Massimizzare il ritorno economico e sociale degli investimenti pubblici: Con un impiego più mirato delle risorse».

Il futuro

Per la Giunta «questo percorso si basa su una migliore redistribuzione delle responsabilità tra gli enti, le fondazioni e le società partecipate, promuovendo una gestione più efficace ed efficiente e perseguendo un duplice obiettivo: da un lato garantire l’efficienza e l’efficacia dell’azione istituzionale, dall’altro migliorare l’impatto delle risorse impiegate sul benessere della collettività. Questi sforzi rappresentano un passo cruciale verso un’amministrazione regionale più moderna, trasparente e responsabile». «Nel triennio di riferimento – si legge quindi nel Defr – la Regione porterà a compimento il risanamento delle società partecipate… trasformandolo da costo di gestione a leva per lo sviluppo turistico e sociale». Per quanto riguarda le partecipazioni societarie e il loro mantenimento «l’amministrazione regionale – spiega la Giunta – continuerà a dare concreta attuazione al processo di revisione delle stesse, in ragione di una ricognizione di tutte le partecipazioni possedute e nell’individuazione di quelle da dismettere». Complessivamente, considerando anche quelle in società in via di liquidazione, la Regione detiene 13 partecipazioni complessive, ma solo sono 8 operative e da mantenere: Fincalabra, Sorical, Ferrovie della Calabria, Sacal, Terme Sibarite, Stretto di Messina Spa, Banca Popolare Etica, Consorzio Tech4you. (a. cant.) (1 – Continua)

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