«L’agenda di Zaia è simile a quella di Occhiuto»
Per il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè «molti punti in comune» in ottica liberale

«L’agenda di Zaia è simile a quella di Occhiuto». A dirlo è Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, in un’intervista rilasciata al Foglio nel commentare le idee liberali espresse dall’ex governatore del Veneto Luca Zaia, «una persona con cui si può ragionare e pensare a quello che può essere questo paese nei prossimi 20 anni». Mulè condivide alcuni principi di Zaia su sanità, sociale, autonomia e sicurezza, ma soprattutto «il suo approccio non dogmatico ma incentrato al confronto». Idee liberali che ricordano al vicepresidente della Camera quelle di Roberto Occhiuto: «Il manifesto dell’ex governatore ha molti punti di contatto con l’agenda liberale del governatore della Calabria. Sono persone di buona volontà e di sani principi che si ritrovano a convergere su una prospettiva di sviluppo che mette al bando gli slogan e si fonda invece sulla capacità di fare e di realizzare». Punti in comune anche per i diritti civili, ormai una «precondizione per leggere il presente. La società muta e la politica deve mutare al pari di quello che fa la società. I diritti non sono temi della sinistra, che a questo centrodestra non ha nulla da insegnare a riguardo». La destra che vince – spiega – è quella liberale e che governa bene, come Zaia e Occhiuto: «una classe dirigente che si fonda sui suoi successi amministrativi, e che ha ben governato proprio grazia all’apertura su una vasta serie di temi. Il centrodestra 2.0 è quello che fa tesoro di queste esperienze e le rilancia. Da Occhiuto a Zaia». Poco spazio, in quest’area, invece per Vannacci: «Lui e altri estremisti di destra sono soggetti che hanno diritto e legittimità a vivere nell’arco costituzionale, ma sono fuori dal disegno di governo e governabilità».
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