Assemblea provinciale del Pd di Cosenza, mozione di sfiducia nei confronti del segretario Lettieri – TUTTI I FIRMATARI
La decisione matura «al termine di una lunga fase di stallo politico, segnata da gravi violazioni delle regole statutarie»

COSENZA La maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Cosenza ha depositato una mozione di sfiducia nei confronti del Segretario provinciale presso il Partito democratico regionale e nazionale. La decisione matura «al termine di una lunga fase di stallo politico e organizzativo della Federazione, segnata da gravi violazioni delle regole statutarie, dall’assenza di un confronto reale negli organismi dirigenti e da una progressiva marginalizzazione del partito rispetto al dibattito politico e sociale della provincia», si legge in una nota della Assemblea provinciale PD Cosenza.
«In particolare, la mancata e reiterata convocazione dell’Assemblea provinciale, nonostante le richieste avanzate secondo Statuto, rappresenta una lesione inaccettabile dei diritti democratici interni e ha impedito al Partito Democratico di assumere un ruolo attivo e riconoscibile sui principali temi politici, a partire dalle politiche nazionali e regionali che penalizzano la Calabria. La Federazione provinciale è oggi priva di una linea politica, di un’organizzazione funzionante e di una reale capacità di iniziativa. Il venir meno del ruolo degli organismi dirigenti, sostituiti da pratiche opache e da decisioni assunte fuori da ogni sede formale, ha prodotto un progressivo svuotamento del partito e un danno evidente alla sua credibilità», si legge ancora. «Con la mozione depositata oggi, i firmatari si assumono la responsabilità di aprire una fase nuova, fondata sul ripristino della legalità statutaria, sulla ricostruzione dell’organizzazione».
Le motivazioni
«Non mancano l’amarezza e la sofferenza nel constatare che ogni proposito di rinnovamento del partito è stato dolosamente tradito e irrimediabilmente compromesso mediante un’azione sistematica di smantellamento delle funzioni degli organismi dirigenti e di annichilimento delle più elementari regole di convivenza politica, come l’assenza di una campagna di tesseramento aperta e trasparente», attaccano i firmatari. «Diverse settimane fa, 35 componenti dell’Assemblea provinciale hanno richiesto, a norma dello Statuto regionale e nazionale, la convocazione della stessa per discutere della legge di bilancio in discussione in Parlamento, ma soprattutto per costruire un percorso di mobilitazione contro le politiche a sfavore della Calabria introdotte dal governo nazionale. Non solo non si è colta l’opportunità di discutere nel merito delle questioni ma si è scelto di violare in maniera grave ed ingiustificata le norme cogenti ed inderogabili che regolano la vita interna del Partito Democratico prima attraverso la non convocazione della stessa, successivamente con una convocazione tardiva e fuori tempo massimo ed infine con un rinvio a data da destinarsi. Ciò rappresenta una palese e grave violazione statutaria, commessa in modo doloso e inaccettabile. La mancata convocazione dell’assemblea provinciale, infatti, non solo è la dimostrazione che la Federazione è totalmente scollata nei tempi dal dibattito politico e totalmente incapace di assumere un’iniziativa politica, ma è anche la conferma che viviamo ormai in una situazione di stallo politico, programmatico ed organizzativo». Alla convocazione tempestiva dell’Assemblea provinciale, viceversa, si è scelto di sostenere un’iniziativa patrocinata dal gruppo del PD in Consiglio regionale che ha, di fatto, commissariato la Federazione, avocando a sé funzioni e ruoli propri del partito e dei suoi organismi dirigenti. Si è stati complici, per incuria politica e per cinismo tattico, di un approccio politico, ovvero quello della sostituzione del partito con gli eletti e le loro strutture amministrative, che tanti danni ha già causato al PD e che è la più alta rappresentazione della conservazione grigia ed ovattata dei ceti politici a discapito del dinamismo, della vitalità e della forza propulsiva che solo il partito può e deve garantire. Non è stato un caso.
Le liste regionali
Sotto accusa finisce anche «la fase di preparazione delle liste per le elezioni regionali e per le prossime elezioni provinciali è stata ed è frutto di un’assenza di confronto negli organismi preposti e dell’affermazione del più becero correntismo, fatto di incontri clandestini, riunioni carbonare e fughe in avanti, che espongono il partito alla più completa irrilevanza politica e istituzionale. Sulle provinciali, inoltre, la perdita di autorevolezza sta seriamente compromettendo la possibilità di proporre una candidatura, espressione del PD e condivisa da tutti gli amministratori della nostra provincia. Stiamo assistendo, infine, alla convocazione di riunioni interpartitiche comunicate ai sindaci del Pd solo qualche ora prima e senza adeguata istruttoria interna, con il solo scopo di estrometterli dalle decisioni e di utilizzarli per legittimare decisioni assunte in solitaria, vicino a qualche caminetto correntizio. Questo non è rinnovamento! Questo è il peggior gattopardismo: vuole cambiare tutto per non cambiare nulla! Abbiamo assistito al tradimento di tutti i propositi espressi nella mozione congressuale a sostegno del Segretario Lettieri. Non solo i circoli non sono messi nelle condizioni di effettuare il tesseramento e dunque di ripartire, ma la federazione stessa è un luogo chiuso, malinconico e grigio in cui si svolge solo qualche sporadica riunione dei soliti noti per spartirsi cariche e poltrone. Non si creano momenti di discussione e di iniziativa politica, non si allacciano reti sociali per costruire l’alternativa al governo delle destre, non si aiuta un processo di rinascita dell’organizzazione giovanile, non si pratica il sacrificio dell’ascolto, non si organizza il partito. Perfino le chiavi d’accesso alla piattaforma nazionale per il tesseramento sono in possesso di terzi e non sono a disposizione della Federazione».
La proposta
I firmatari propongono «un programma di medio e lungo periodo per il nostro partito da attuarsi attraverso una riorganizzazione complessiva del Partito attraverso, tra le altre cose, la costituzione di Unioni di Zona con pieni poteri decisionali secondo il principio di sussidiarietà, la costruzione di forum tematici d’intesa con le forze del lavoro, dell’impresa e del terzo settore e l’avvio di una fase di ascolto capillare sui territori e di tesseramento aperto, inclusivo e trasparente in grado di intercettare tutte le forze e le sensibilità politiche che guardano al Pd con attenzione e curiosità e che ad oggi sono prive di interlocutori autorevoli e politicamente credibili».
I firmatari
- Argentino Antonio
- Blumetti Vincenzo
- Calabrò Teodoro
- Capalbi Laura
- Capano Gianluigi
- Capristo Francesco
- Castiglione Annarita
- Cuglietta Franca Rosaria
- D’Ambrosio Anna Teresa
- De Rango Pierpaolo
- De Santis Fabio
- Diodato Pasqualino
- Fazio Ramona
- Frassia Fabiola
- Fulci Giuseppe
- Iannuzzi Giancarlo
- Leonetti Michele
- Lepore Luca
- Lo Prete Francesco
- Minisci Maria Grazia
- Mirabelli Francesco
- Montalto Franco
- Morelli Vincenza
- Muoio Franca
- Nociti Grazia
- Raimondo Morena
- Regina Nicoletta
- Rizzuti Sara
- Scaramella Silvio
- Scarnati Luigi
- Vircillo Manuel
- Vivacqua Roberta
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