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Il ritrovamento

Dentro il covo del latitante Scornaienchi: armi, contanti e una maschera per cambiare volto – VIDEO E FOTO

Nel rifugio rurale alle porte di Cetraro pistole, droga, ricetrasmittenti e una maschera facciale iperrealistica. L’uomo era ricercato dal 25 settembre per reati aggravati dal metodo mafioso

Pubblicato il: 09/01/2026 – 11:40
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Dentro il covo del latitante Scornaienchi: armi, contanti e una maschera per cambiare volto – VIDEO E FOTO

COSENZA Un paio di pistole, munizioni, parrucche e, addirittura, una maschera facciale in silicone per modificare i tratti somatici. È quanto hanno trovato i carabinieri del comando provinciale di Cosenza, insieme alla Fiamme gialle di Catanzaro ed agli investigatori dello Scico della Guardia di finanza, con lo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori di Calabria nel covo in cui hanno individuato e catturato Giuseppe Scornaienchi, latitante ricercato dal 25 settembre scorso.

Il covo

Attraverso il video diffuso dalle forze dell’ordine, è possibile risalire al materiale trovato all’interno del covo in una zona rurale alle porte di Cetraro: un grosso coltello, bigliettini e una grande quantità di contanti di vario taglio, droga e delle ricetrasmittenti. Quello individuato dai militari è comunque un ambiente confortevole e ben organizzato, segno della presenza probabilmente in pianta stabile, in questi mesi di latitanza, da parte del fuggitivo Scornaienchi.

Le indagini e le accuse

La misura restrittiva alla quale Scornaienchi si era inizialmente sottratto, rendendosi irreperibile e dando avvio alla sua latitanza, era stata eseguita il 25 settembre scorso, nell’ambito di un’indagine condotta a partire dal mese di ottobre 2022 dai Carabinieri della Compagnia di Paola, arricchitasi di alcuni segmenti investigativi sviluppati dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza. L’uomo era destinatario di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro perché ritenuto responsabile, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni tentate, furti aggravati, detenzione e porto di materiale esplosivo, armi da fuoco e strumenti atti ad offendere, ricettazione, riciclaggio e lesioni personali, alcuni dei quali aggravati dal metodo mafioso. In particolare i risultati acquisiti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria – Gico delle Fiamme gialle di Catanzaro nell’ambito di indagini coordinate dalla Dda avevano portato all’arresto dell’allora latitante Alessio Ricco, ritenuto legato alla stessa associazione e cognato di Scornaienchi, bloccato il 26 ottobre scorso dai finanzieri della Sezione Goa del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dello Scico in coordinamento con il Nucleo investigativo Cosenza dei Carabinieri. Tra i reati contestati agli indagati, figurano anche due tentativi di estorsione ai danni di imprenditori operanti nei settori sanitario e dei trasporti; il tentativo di estorsione posto in essere il 14 agosto scorso ai danni di una discoteca di Sangineto (Cosenza) mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco; nonché due tentativi di furto in danno di sportelli bancomat. (Gi.Cu.)

Il video:

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