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il processo

“Acheruntia”, i legami dei clan cosentini ad Acri: invocate condanne pesanti per tre imputati – NOMI

Chiusa la requisitoria in Corte d’appello a Catanzaro. L’indagine partita a seguito del ritrovamento di una bottiglia incendiaria

Pubblicato il: 12/01/2026 – 13:45
di Fabio Benincasa
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“Acheruntia”, i legami dei clan cosentini ad Acri: invocate condanne pesanti per tre imputati – NOMI

COSENZA Questa mattina, al termine dell’udienza svolta in Corte d’Appello a Catanzaro, Pierpaolo Bruni (oggi procuratore di Santa Maria Capua Vetere, ma all’epoca dei fatti pm della Dda di Catanzaro) ha concluso la requisitoria in merito alle posizioni di tre imputati nel processo con giudizio immediato scaturito dall’inchiesta “Acheruntia“. Le indagini dirette dal pubblico ministero Pierpaolo Bruni partirono dal ritrovamento di una bottiglia incendiaria: un atto intimidatorio ai danni di un imprenditore edile. Quell’episodio segnò uno spartiacque nell’indagine della Distrettuale catanzarese convinta della presenza di legami dei clan cosentini nel territorio di Acri. Nel corso delle attività di indagine sono stati acquisiti anche i verbali di alcuni collaboratori di giustizia in cui si parlava degli imputati. 

Le richieste di condanna

L’accusa ha ritenuto sussistenti le prove per richiedere le condanne di Giuseppe Perri alias “Zio Pino” e “U Guappo” a 15 anni, Angelo Gencarelli a 16 anni e Giampaolo Ferraro a 12 anni. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Luca Acciardi, Antonio Quintieri, Giuseppe Manna e Andrea Caurso.  (f.benincasa@corrierecal.it)

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