Rende, appello per salvare la Casa del Gelso: luogo unico di fede e socialità
La piccola enclave dei Gesuiti ha radunato attorno all’80enne Padre Pino Stancari una comunità che non può essere cancellata. Sui social già oltre 1500 adesioni

RENDE Una comunità che negli anni si è consolidata attorno a una figura di caratura nazionale se si parla di teologia e fede: ora sulla “Casa del gelso” animata da Padre Pino Stancari (foto in basso) si addensano i dubbi della “riconversione” a studentato. E così quella stessa comunità si sta mobilitando sul web da qualche giorno con una petizione per scongiurarne ciò che di fatto ne rappresenterebbe la cancellazione.

Siamo poco a nord di Quattromiglia, nel territorio di Rende, lungo la Statale che conduce a Montalto Uffugo e dove, da poco, da una rotatoria che regola il traffico verso uno dei poli di sviluppo edilizio dell’area urbana si dipana una nuova bretella che – una volta collaudata – permetterà di raggiungere in pochissimi minuti l’area dello svincolo autostradale di Rende, “alleggerendo” la viabilità stressata quotidianamente da centinaia di mezzi in ingresso, tra studenti e lavoratori pendolari oltre che da addetti alle consegne in una delle zone industriali – quella della vicina contrada Lecco – più grandi della Calabria.
Un piccolo nucleo di vita ascetica tra gli alberi
Qui, in questa mattinata nebbiosa in cui sembra di essere in pianura padana, si scorge tra gli imponenti alberi ancora spogli il nucleo abitativo in cui si muove il teologo, biblista e saggista (i suoi volumi sono editi da Rubbettino) Padre Pino Stancari: all’interno di uno dei bassi edifici a mattoni vivi – tra essi non manca una chiesetta per le celebrazioni sacre – vive il religioso in un silenzio e una solitudine quasi ascetica che nondimeno viene condivisa con la varia umanità a cui periodicamente si apre questo angolo di riflessione, misticismo e tempi dilatati.
Le pareti dell’abitazione di Padre Pino Stancari sono composte di libri, e i suoi insegnamenti hanno rappresentato e rappresentano una luce per molti “adepti”, molti dei quali provengono da un mondo che è quanto di più distante dalla pratica religiosa intesa come dottrina fredda e distante dalla militanza civile e sociale a sostegno dei deboli.

Nella speranza che potranno rappresentarla anche in futuro, adesso arriva la petizione su change.org a difesa di questo luogo unico: l’appello ha superato ad oggi le 1500 adesioni. «Per più di quarant’anni – vi si legge –, la “Casa del Gelso” ha rappresentato un rifugio spirituale fondamentale nel contesto cattolico della città di Cosenza. Fondata dalla comunità dei Gesuiti sotto la guida di Padre Pino Stancari, questa realtà si è distinta per la sua preziosa offerta di nutrimento spirituale attraverso la Lectio Divina, che ogni venerdì raduna centinaia di anime in cerca di sapienza e pace interiore. Padre Stancari, con la sua vasta preparazione biblica riconosciuta a livello nazionale e internazionale, ha guidato spiritualmente moltissimi di noi. Tuttavia, oggi, la “Casa del Gelso” si trova di fronte a una grave minaccia: lo sfratto imminente per far spazio a uno Studentato Universitario finanziato con fondi PNNR. Se da un lato comprendiamo l’importanza di creare spazi per gli studenti universitari, dall’altro non possiamo ignorare il valore inestimabile che questo centro rappresenta per la comunità. La “Casa del Gelso” non è solo un luogo di culto, ma uno spazio di ascolto e accompagnamento, fondamentale anche per i giovani universitari che potrebbero beneficiare enormemente di una tale risorsa spirituale».
L’appello e la solidarietà
«Chiediamo che le autorità, in particolare quelle coinvolte nei progetti di riqualificazione urbana e nel PNNR, esplorino soluzioni alternative – scrivono i promotori della petizione – che possano preservare l’integrità della “Casa del Gelso”. Potremmo considerare l’integrazione del centro nel contesto accademico, creando un ambiente sinergico dove studenti e membri della comunità possano vivere e crescere spiritualmente insieme. Il nostro appello – concludono gli attivisti – è che l’importanza storica e spirituale della “Casa del Gelso” venga rispettata e salvaguardata per le generazioni future. (…) Ogni firma rappresenta un passo verso il mantenimento di una comunità più inclusiva e consapevole del suo patrimonio culturale e religioso».
Intanto, mentre prosegue la campagna sui social con un tam tam nelle chat e nei gruppi, sono arrivati i primi segnali da politica e istituzioni: tra i primi il Comune di Rende, che si è unito al coro di «solidarietà alla Casa del Gelso, in cui da anni i Padri Gesuiti esercitano la loro importante missione. Al riguardo, teniamo a precisare che l’Amministrazione Comunale di Rende è al fianco della Casa del Gelso e delle importanti iniziative che vi si realizzano da anni. Rende, al pari di tutti i Comuni, non può sindacare le scelte dei proprietari sui loro beni. Tuttavia, è doveroso chiarire una cosa: ad oggi, l’Amministrazione non ha ricevuto alcuna segnalazione o richiesta relativa all’area che ospita oggi la Casa del Gelso. Ciò (lo diciamo con la doverosa prudenza) può voler dire che nessuno, tantomeno il Comune, vuol “sfrattare” i Gesuiti. Pertanto, riteniamo bella e nobile ma, allo stesso tempo, inutile la mobilitazione mediatica a favore di un’istituzione religiosa di cui, noi per primi riconosciamo l’importanza in termini di solidarietà, spiritualità e cultura religiosa. Speriamo, inoltre, che questo allarme rientri da sé quanto prima». (euf)