Vibo reagisce dopo l’attentato al presidente Iannello: «Violenza ingiustificabile, non arretreremo» – FOTO
Seduta straordinaria dopo i cinque colpi d’arma da fuoco sparati verso il Presidente del Consiglio. Solidarietà anche dalla segretaria dem Elly Schlein

VIBO VALENTIA «Non avrei mai immaginato di dover convocare un consiglio comunale su un grave atto come questo. Per me questa è una grande umiliazione, perché dovremmo parlare dei problemi della città. Ma non arretreremo di fronte a questi attacchi alla democrazia». È una sala consiliare gremita quella che stamattina si è stretta attorno ad Antonio Iannello, presidente del consiglio comunale del capoluogo vibonese vittima di un grave attentato intimidatorio. Lo scorso 23 dicembre ignoti hanno sparato cinque colpi di pistola mentre rientrava nella sua abitazione a Triparni, frazione di Vibo Valentia. Alcuni proiettili hanno colpito l’auto, altri il muro della sua casa per fortuna senza conseguenze gravi. Tanta la solidarietà che ne è seguita: la politica vibonese ha reagito, come dimostra il consiglio comunale aperto di oggi. Presenti tutti i rappresentanti delle forze in Consiglio, il sindaco Enzo Romeo con la giunta, il presidente della Provincia Corrado L’Andolina, i vertici provinciali del Partito democratico, di cui Iannello fa parte, i consiglieri regionali Ernesto Alecci e Vito Pitaro e il presidente della commissione anti’ndrangheta Marco Polimeni. Alla seduta hanno partecipato anche i sindacati, il referente di Libera Giuseppe Borrello e il coordinatore regionale di Avviso Pubblico Giuseppe Politanò.


«Episodio ingiustificabile»
«Io sono tranquillo come lo ero prima, anche perché ad oggi non è emerso nulla su quale possano essere i motivi di questo vile gesto» spiega Antonio Iannello a margine del Consiglio. «Ancora non abbiamo alcuna risposta, non si riesce a capire se è un episodio legato al mio ruolo politico o alla mia attività amministrativa. Ma indipendentemente dalla motivazione, si tratta di un episodio ingiustificabile perché è rivolto a un Presidente del Consiglio comunale, a un’istituzione. È un atto che colpisce l’intera comunità. In Calabria sono tanti gli amministratori che ricevono intimidazioni, parliamo di 45 attentati solo nel 2024. Noi dobbiamo continuare a lavorare nel pieno rispetto della legalità». Iannello apprezza, comunque, i tanti messaggi di solidarietà arrivati fin dal giorno della denuncia. Tra questi anche il messaggio di Elly Schlein, la segretaria nazionale del Partito democratico che lo ha contattato telefonicamente oggi: «Sono stati tanti e per me tutti dello stesso valore. Sono stati tanti gli amici e i cittadini che mi hanno fermato per ringraziarmi e dirmi di andare avanti. A loro vorrei mandare un abbraccio perché non mi aspettavo tutta questa solidarietà».


Il sindaco: «Vibo non indietreggia»
Parole di vicinanza espresse anche dal sindaco Enzo Romeo: «Siamo qui non per una semplice formalità, ma per rispondere a un atto che colpisce il cuore della nostra democrazia. Le indagini sono in corso e spetta alla magistratura e alle forze dell’ordine stabilire il perimetro, ma noi come istituzioni abbiamo il dovere della fermezza a prescindere dalle motivazioni che ci sono dietro. Il dato politico e civile è drammaticamente chiaro: qualcuno ha pensato di usare la violenza. Questo è il punto di rottura che non possiamo accettare. Quando la violenza diventa un metodo essa mira a sostituire il diritto con la paura. Se permettiamo che l’intimidazione passi sotto silenzio trasformiamo il cittadino in un bersaglio. Noi siamo qui oggi per dire che Vibo Valentia non è un bersaglio, non è silente. Vedere oggi una partecipazione così ampia è la risposta più potente, non è una parata di solidarietà ma un atto di resistenza civile. L’onorabilità di Vibo Valentia si difendere così, non nascondendo i problemi ma alzando la voce. Dobbiamo isolare chiunque coltivi la cultura della sopraffazione, questo è il nostro mantra. Respingiamo quindi ogni tentativo di inquinare la vita della nostra città. Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini, ma restiamo uniti su un concetto fondamentale: la sicurezza di uno è la sicurezza di tutti. Vibo non indietreggia». (ma.ru.)
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