Il ciclone “Harry” resta ancora in azione
L’ondata di maltempo che ha travolto anche la Calabria durerà ancora diverse ore

ROMA Ha altre 24-48 ore di vita il ciclone Harry, che ha investito il Nord Africa e il sud Italia con raffiche fino a 150 km/h e onde alte fino a 10 metri. Lo spiega all’ANSA il meteorologo Tommaso Torrigiani, previsore della sala meteo del Consorzio Lamma-Cnr. “Dopo aver generato piogge e vento intensi e mareggiate prevalentemente in Sicilia e Calabria – aggiunge – il ciclone si da domani si muoverà verso est, indebolendosi ed esaurendosi gradualmente”. Ma l’allontanamento di Harry non significa il ritorno del bel tempo: “piogge e altri fenomeni, sia pure di intensità minori – osserva Torrigiani – si abbatteranno infatti sul Paese nel weekend a causa dell’arrivo di una nuova perturbazione, sia pure meno intensa” “Harry – tiene a precisare il meteorologo del Consorzio Lamma-Cnr – non è nè un uragano nè un ‘medicane’, come vengono chiamati gli uragani che colpiscono il Mediterraneo: si tratta solo di una perturbazione molto bel strutturata e stazionaria, nata dal transito di una saccatura atlantica che ha richiamato correnti calde e umide dal Nord Africa. Lo scontro tra l’aria fredda atlantica e quella africana ha fatto irrobustire la perturbazione che in Italia ha colpito principalmente le due regioni del sud”. A determinare lo stazionamento per diversi giorni di Harry sul Mediterraneo è stata poi la presenza di un’ ‘alta pressione di blocco’ centrata nell’Europa orientale. Ed è invece stato il gradiente (cioè la differenza) di pressione tra il Mediterraneo meridionale, dove è bassa, e i Balcani dove è alta, a far scatenare i venti che dall’Egitto sono arrivati fin oltre la Sardegna. Il nome Harry “è stato attribuito dalla Libera Università di Berlino, che – ricorda Torrigiani – dà le nomenclature ufficiali a tutti i cicloni che transitano in Europa, basandosi su criteri alfabetici. Non c’è quindi nessun riferimento a persone o a cose”. Nonostante il maltempo nelle due regioni le temperature, ha rilevato Torrigiani, “non sono state particolarmente basse: in Sicilia si sono mantenute in linea con le medie stagionali, con le massime che hanno superato i 15 gradi”. (Raniero Nanni-Ansa)
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