La Base e l’ospedale privato a Vaglio Lise: «È ufficiale, la nostra salute è in vendita»
La famiglia Greco ha ottenuto il via libera per accorpare le cliniche Madonnina e Sacro Cuore in un’unica maxi-struttura in viale Crati

COSENZA «Quello che per mesi è stato un segreto di Pulcinella oggi diventa ufficiale: mentre il nuovo ospedale pubblico di Cosenza verrà realizzato a Rende, nel capoluogo si prepara a sorgere un grande polo di sanità privata riconducibile a iGreco»: inizia così la nota che riceviamo e pubblichiamo de La Base – Cosenza sulla sanità in città. «Da una parte – denunciano gli attivisti – si sposta fuori dalla città l’ospedale pubblico, dall’altra si rafforzano gli interessi privati nel cuore di Cosenza. La famiglia Greco, da anni protagonista della sanità privata calabrese, ha infatti ottenuto il via libera per accorpare le cliniche Madonnina e Sacro Cuore in un’unica maxi-struttura in viale Crati, a Vaglio Lise. Un’operazione – aggiunge La Base – che ha il sapore di un vero e proprio scambio di interessi: Cosenza perde la sanità pubblica e diventa l’hub della sanità privata, ampiamente sovvenzionata con fondi pubblici. Il Comune di Cosenza, anziché difendere l’ospedale dell’Annunziata e il progetto di un nuovo presidio pubblico in città, ha scelto di non alzare un dito, consegnando di fatto il territorio agli interessi privati».
«In questo quadro – si legge ancora nella nota – si inserisce il ruolo di Filomena Greco, consigliera regionale ed esponente della stessa famiglia, che pubblicamente invoca una programmazione sanitaria regionale a tutela dei cittadini, mentre nei fatti contribuisce a rafforzare un sistema che produrrà enormi profitti sulla pelle di chi, privato di una sanità pubblica efficiente, sarà costretto a rivolgersi alle sue cliniche convenzionate. A rendere il conflitto di interessi ancora più evidente è la sua recente nomina nella Commissione Sanità del Consiglio regionale: un segnale chiarissimo della direzione in cui sta andando la nostra regione. Ma c’è di più. Nelle strutture private riconducibili alla famiglia Greco, mentre si accumulano profitti, si continua a tagliare personale, condannando lavoratori e lavoratrici a condizioni di lavoro sempre più insostenibili. I maxi licenziamenti di qualche anno fa alla Misasi e alla San Bartolo ne sono un esempio evidente».
Secondo La Base si tratta di «una gestione che non colpisce solo chi lavora, ma che ha ricadute dirette sulla sicurezza dei pazienti. Il rapimento della neonata avvenuto lo scorso anno al Sacro Cuore non può essere archiviato come un caso isolato: sappiamo tutti che è il risultato della cronica carenza di personale e della superficialità con cui viene trattata la nostra salute all’interno di queste strutture convenzionate. Cosenza viene così destinata a diventare la capitale della sanità privata. Chi dovrebbe difendere il diritto alla salute stringe accordi e poi si limita ad alzare le spalle quando le persone muoiono in attesa di un’ambulanza o rinunciano a curarsi. Ma d’altronde questa è la regione dove mentre Guglielmo Gualtieri, 40 anni, moriva sotto i ferri alla Madonnina per cause ancora non chiarite, la stessa Filomena Greco cavalcava la campagna elettorale denunciando proprio la malasanità che le permette di estrarre profitto ogni giorno dalle sue cliniche convenzionate».
«Hanno le mani sulla città. Ed è per questo che da questo territorio si scappa, che diventa sempre più difficile immaginare un futuro. Ed è proprio a questo che non dobbiamo abituarci. La salute non è una merce. La sanità pubblica va difesa, potenziata, restituita ai cittadini e alle cittadine» concludono gli attivisti de La Base.