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emergenza maltempo

«Ondata di portata secolare ma la risposta è stata clamorosa. Ora c’è da essere veloci» – FOTO

Il capo della Protezione civile Ciciliano nel quartiere Lido di Catanzaro. «Ordinanza sui danni subito dopo la dichiarazione del governo. Struttura regionale cresciuta in modo significativo»

Pubblicato il: 22/01/2026 – 13:56
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«Ondata di portata secolare ma la risposta è stata clamorosa. Ora c’è da essere veloci» – FOTO

CATANZARO «Non ci sono state vittime, e questo è il risultato più importante. Il sistema di allertamento e protezione funziona. Per l’entità del fenomeno così esteso è un risultato clamoroso». Lo ha detto il capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano, al termine del sopralluogo nel quartiere Lido di Catanzaro dopo l’eccezionale ondata di maltempo degli ultimi giorni in gran parte della Calabria.

«Evento di portata storica»

«Innanzitutto – ha esordito Ciciliano – desidero ringraziare l’intero sistema della Protezione Civile: il vero elemento di fondo è la struttura regionale che in questi anni è cresciuta in maniera significativa. Mi trovo oggi a condividere con voi un sentimento di orgoglio perché ciò che non è accaduto è fondamentale: non abbiamo registrato nessuna perdita di vite umane, nessun morto, nessun ferito. E questo in un evento che ha colpito duramente il Sud Italia per più giorni, con un impatto sul territorio evidente a tutti. Parliamo – ha osservato il capo della Protezione civile nazionale – di un fenomeno caratterizzato da venti superiori ai 110 km orari per un periodo prolungato e da onde che hanno raggiunto i 9 metri e mezzo: significa una massa d’acqua paragonabile a un palazzo di quattro piani che si è abbattuta sulle coste per ore. Questa è la misura reale dell’impatto subito dai territori. Eppure il sistema ha funzionato». Per Ciciliano «questo è uno dei maggiori motivi di orgoglio per chi opera nella Protezione Civile. Dal Comune, con il Sindaco quale autorità locale di protezione civile, passando per le Prefetture, fino al livello regionale e all’Unità di crisi del Dipartimento nazionale, tutti hanno lavorato nella stessa direzione, dando grande importanza alla previsione e alla prevenzione. Al punto che si è verificata una situazione insolita: cittadini col fango ancora agli stivali, impegnati a rimettere in piedi le proprie attività, che ringraziano le istituzioni». Ciciliano ha poi aggiunto: «L’evento ha colpito duramente i litorali di Calabria, Sicilia e Sardegna, territori splendidi con una forte presenza turistica. È quindi indispensabile intervenire subito per ripristinare le condizioni necessarie, perché la stagione estiva è alle porte e questo è il periodo in cui si prepara».

«Costante contatto con Occhiuto»

«In questi giorni – ha quindi rimarcato Ciciliano – sono stato in costante contatto con il Presidente della Giunta regionale: abbiamo condiviso le scelte di governance necessarie per affrontare un evento straordinario, con tempi di ritorno superiori al secolo. In alcune aree, in due giorni è caduta la quantità di pioggia che normalmente cade in otto mesi. Ringrazio tutti per la tempestività con cui si sono attivati i sistemi di gestione dell’emergenza: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, sempre presente, e le organizzazioni di volontariato insieme alle strutture comunali e regionali di Protezione Civile. Tutti stanno lavorando senza sosta, perché prima si torna alla normalità, prima la comunità diventa resiliente e riesce a superare l’impatto dell’evento».

Il tema dei danni

Per Ciciliano «resta ovviamente il tema dei danni economici, che è all’attenzione del Capo del Dipartimento e dell’intero sistema di Protezione Civile. Come già affermato anche dal Presidente del Consiglio e dai ministri competenti, si sta lavorando verso la dichiarazione dello stato di emergenza. La mia presenza qui serve anche a semplificare le attività istruttorie necessarie affinché il Consiglio dei Ministri possa dichiarare lo stato di emergenza nazionale nel modo più ampio possibile. C’è da lavorare velocemente, ma – ha rimarcato ancora il capo della Protezione civile –  voglio tornare al punto da cui sono partito: il primo obiettivo di un sistema di protezione civile maturo è la salvaguardia assoluta della vita umana. Tutto il resto – ha sottolineato il capo della Protezione civile nazionale – è importante, ma viene dopo. Durante il sorvolo ho potuto osservare una parte della linea di costa calabrese, fino al sud della provincia di Reggio Calabria. È stata una visione parziale, ma sufficiente a comprendere la forza dell’energia sprigionata dal mare e i danni alle infrastrutture. Sarà compito della Regione, attraverso sopralluoghi congiunti, quantificare con precisione i danni, che verranno poi affrontati tramite le ordinanze di Protezione Civile successive alla dichiarazione dello stato di emergenza. Io mi accingerò a firmare l’ordinanza nel momento immediatamente successivo alla dichiarazione dello stato di emergenza». Infine Ciciliano ha ribadito: «Non ci sono state vittime, e questo è il risultato più importante. Il sistema di allertamento e protezione funziona. Per l’entità del fenomeno così esteso è un risultato clamoroso, quindi complimenti a tutti.  Si può sempre migliorare, certo. Anche sul piano culturale: se riusciremo a evitare che qualcuno vada sul lungomare a farsi un selfie durante una mareggiata, avremo già fatto un grande passo avanti».

Gli intervenuti al sopralluogo

Con Ciciliano il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, il sindaco Nicola Fiorita e l’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro. «Il sistema di protezione civile si rivela nella sua efficienza quando si danno queste prove come Catanzaro ha fatto», ha sostenuto De Rosa mentre Montuoro ha spiegato che «non appena avremo un quadro completo riusciremo ad avere una stima precisa dei danni. E’ stata attivata una macchina di prevenzione con risultati che oggi ci consentono di intervenire in maniera puntuale». E quindi Fiorita: «Io credo che questa sia la giornata dell’orgoglio di questa comunità». (a. c.)

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