Acqua nell’Abbazia florense, Belcastro: «Il nostro progetto abbandonato dall’attuale amministrazione»
L’ex sindaco: «Perché cambiare un piano d’intervento già pronto?». L’assessore Ambrogio replica: «Solo insinuazioni, parla senza riscontro tecnico»

SAN GIOVANNI IN FIORE «Le immagini che circolano in queste ore sui social e sulle testate giornalistiche, che mostrano l’interno della nostra millenaria Abbazia Florense invaso dall’acqua a seguito delle recenti precipitazioni, colpiscono al cuore la nostra comunità e il mondo intero degli studiosi del pensiero gioachimita». Lo afferma Pino Belcastro, già Sindaco di San Giovanni in Fiore, in merito ai gravi episodi di infiltrazioni che hanno interessato il monumento simbolo del XIII secolo. «È doveroso, per amore di verità e per rispetto verso i cittadini, ricordare il percorso che la mia amministrazione aveva tracciato per la salvaguardia di questo bene inestimabile» continua Belcastro. «Avevamo lasciato in dote un finanziamento della Regione Calabria (Delibera n. 276 del 19 luglio 2019) pari a 2,5 milioni di euro, ottenuto grazie alla sensibilità della giunta guidata da Mario Oliverio. A quel finanziamento seguì un progetto esecutivo di altissimo profilo, redatto da esperti professionista della Soprintendenza che prestarono la propria opera gratuitamente. Quel piano era stato studiato specificamente per il risanamento conservativo e la valorizzazione della struttura, affrontando alla radice le criticità storiche del monumento».
«Perché hanno cambiato il piano d’intervento?»
L’ex sindaco solleva però forti dubbi sulla gestione successiva dei fondi e dei lavori: «L’attuale amministrazione comunale ha purtroppo ritenuto opportuno abbandonare quel progetto originario e procedere ad affidare incarico professionale per la redazione di un nuovo progetto. Oggi, davanti alle navate allagate, sorge spontanea una domanda: perché cambiare un piano d’intervento già pronto e validato da esperti del settore? La rimodulazione ha forse trascurato gli aspetti prioritari della tenuta idraulica e del risanamento a favore di altri interventi meno urgenti?».
Belcastro conclude con una richiesta formale di trasparenza: «È necessario che i tecnici comunali e la Soprintendenza, organo preposto alla tutela del vincolo architettonico, redigano immediatamente una relazione tecnica dettagliata. Occorre accertare le cause esatte delle infiltrazioni e verificare se le scelte progettuali operate dall’attuale amministrazione abbiano, in qualche modo, reso inefficace la protezione del monumento o se addirittura, come alcuni sostengono, siano state causa dell’accadimento, o se siano state omesse opere fondamentali previste nel progetto originario. L’Abbazia non è un palcoscenico politico, ma un patrimonio dell’umanità che meritava la massima competenza, non esperimenti di restyling che oggi mostrano, purtroppo, tutta la loro fragilità».
La replica dell’assessore Ambrogio
La replica è arrivata poco dopo da Marco Ambrogio, assessore ai Lavori pubblici del Comune di San Giovanni in Fiore. «Le affermazioni dell’ex sindaco Pino Belcastro sono infondate, faziose e sorprendenti. Sul recente allagamento dell’Abbazia florense non si può mentire a sé stessi e agli altri diffondendo sospetti che non hanno alcun riscontro tecnico. Bisogna invece accertare le cause reali dell’episodio e intervenire di conseguenza. L’Abbazia florense – sottolinea Ambrogio – è un monumento unico, un simbolo della città e un patrimonio culturale che va protetto senza strumentalizzazioni. Per questo respingiamo con fermezza la narrazione di Belcastro, che in maniera arbitraria prova a collegare l’accaduto a scelte dell’amministrazione comunale in carica, richiamando il finanziamento regionale da 2,5 milioni e insinuando responsabilità politiche. Dopo le imponenti precipitazioni che hanno colpito gravemente tutta la Calabria, l’episodio in questione si affronta con sopralluoghi, verifiche e atti tecnici. I processi mediatici sono strumentali e inutili. Serve al contrario una verifica tecnica puntuale che indichi cause, criticità, misure urgenti e interventi di prevenzione. Questa è l’unica strada per tutelare l’Abbazia florense. Chi vuole bene al monumento, lavora per proteggerlo. Chi lancia accuse senza prove, alimenta confusione e mette l’Abbazia al centro di uno scontro – conclude Ambrogio – che non serve a nessuno».
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato