Cetraro, semi di santità e processi di cambiamento
La promulgazione del decreto con il quale vengono ufficialmente riconosciute le virtù eroiche della Serva di Dio suor Crocifissa Militerni

CETRARO In questi ultimi giorni si è tornato a parlare di Cetraro, sempre per i soliti fatti di cronaca legati alla criminalità organizzata. Si sono registrati arresti di latitanti e fiancheggiatori, di spacciatori di droga. Notizie alle quali non ci si abitua mai, soprattutto per coloro che la storia di questa splendida cittadina tirrenica la conoscono. Proprio nella giornata di ieri 22 gennaio, da parte della Madre generale delle Suore di San Giovanni Battista, Suor Lina Pantano, è stata resa pubblica la notizia che il Santo Padre Leone XIV, ricevendo in udienza il Cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, ha autorizzato lo stesso Cardinale, a promulgare il decreto con il quale vengono ufficialmente riconosciute le virtù eroiche della Serva di Dio suor Crocifissa Militerni (al secolo Teresa), della Congregazione di San Giovanni Battista, nata a Cetraro il 24 dicembre 1874, morta il 25 marzo 1925 a soli cinquantuno anni, sempre nella cittadina tirrenica che ne custodisce le spoglie mortali. Questa notizia, purtroppo, non è destinata a suscitare molto interesse anche a causa dei media, per lo più interessati a suscitare le morbose curiosità dei lettori provocati dalla cronaca nera.

Chi, come il sottoscritto, ha servito come parroco per quindici anni la Comunità di San Benedetto Abate in Cetraro, nella sua splendida Chiesa Madre e ne conosce la storia ultra millenaria, sa bene che questa è fecondata dalla santità. Come non ricordare quella di fra Albenzio De Rossi che ha lasciato tracce indelebili anche nella Città eterna. Con il consiglio pastorale di allora, ci prodigammo di riprendere il suo processo di beatificazione. Mi sono recato personalmente nel predetto Dicastero per fare richiesta del carteggio che, purtroppo, è andato smarrito, come la sua tomba a causa del trasferimento della chiesa – santuario dedicato a Santa Maria delle Grazie prima intitolata all’Ascensione di Nostro Signore. La Congregazione da lui fondata non ha avuto continuità nel corso dei secoli, anche se lo spirito che l’animava ha influenzato, e non poco, la spiritualità di San Camillo de Lellis e dei padri Camilliani che ancora oggi si dedicano alla cura dei malati e degli ultimi. Il motto di fra Albenzio “FACEMO BENE ADESSO CHE AVEMO TEMPO” a Roma ancora viene ricordato. Diverso il caso di suor Crocifissa per diverse ragioni: intanto perché è morta un secolo fa e la sua tomba è custodita nella chiesa del “Ritiro”, all’interno del grande complesso che ospita ancora oggi l’Istituto san Giuseppe, retto dalle stesse suore. L’edifico, fu costruito nel 1912 e venne realizzato da suor Crocifissa recuperando un convento francescano abbandonato, confidando unicamente nella Provvidenza; poi perché la sua figura, fino a qualche decennio fa veniva ricordata ancora dai più anziani che avevano avuto la fortuna di conoscerla. Suor Crocifissa aveva compreso bene che occorreva far “bene il bene”, non solo attraverso gli aiuti materiali ai più bisognosi ma anche attraverso l’indispensabile opera educativa e culturale.

Chi l’ha conosciuta da vicino ha avuto la possibilità di ammirare la sua bellezza fisica, ma ancor di più quella interiore che, a differenza della prima, lascia sempre tracce indelebili, fecondando con la fede e la carità la vita di generazioni di giovani e contribuisce a costruire la vera storia e l’identità di un territorio che nessun crimine organizzato potrà mai cancellare. Grazie al consiglio pastorale e alla Caritas Parrocchiale di quegli anni cetraresi, all’Associazione culturale “Il Sipario” che ha dato vita a una bellissima rappresentazione teatrale sulla sua figura e la sua opera, a don Guido Quintieri, fondatore e ideatore di questa bella Associazione che, tra l’altro, ha fatto scoprire molti giovani talenti, a suor Lina Pantano all’epoca Madre Provinciale, colpita dal fatto che la richiesta di iniziare il processo “venisse dal basso”, cioè dal popolo, fra poco non solo Cetraro, ma l’intero popolo cristiano avrà un nuovo modello da seguire: suor Crocifissa. Questa bella storia dovrebbe insegnare a tutti che ciò che davvero conta non è fare proclami o promesse ma, come ci ha insegnato Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, iniziare processi, che risultano essere fondamentali per generare cambiamenti a lungo termine, privilegiando il tempo rispetto allo spazio. Ciò Significa piantare semi, concentrarsi sull’oggi e promuovere la costanza nel tempo piuttosto che cercare risultati immediati o occupare posizioni di potere. (redazione@corrierecal.it)
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