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Lamezia, il Pd inaugura la nuova sede. Ma restano le divisioni e le incomprensioni

All’evento non partecipa il gruppo dei “dissidenti”. Diversi i messaggi di richiamo all’unità

Pubblicato il: 23/01/2026 – 22:57
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Lamezia, il Pd inaugura la nuova sede. Ma restano le divisioni e le incomprensioni

LAMEZIA TERME Un’inaugurazione “parziale”. Il Pd di Lamezia Terme ha aperto il nuovo circolo nel cuore della città ma all’appello mancavano diversi dirigenti, a conferma di un partito che ancora si porta dietro le lacerazioni della dinamica interna degli ultimi tempi e anche le “tossine” dell’ultima campagna elettorale per il Comune. Del resto, le assenze erano state ampiamente annunciate alla vigilia dell’inaugurazione della sede, e non sono state evitate nemmeno dopo gli ultimi appelli. All’evento comunque c’è stato il suggello del segretario regionale del Pd, Nicola Irto, del capogruppo alla Regione, Ernesto Alecci, del segretario provinciale dem Gregorio Gallello, della dirigente nazionale del Pd Jasmine Cristallo, insieme al segretario cittadino Vittorio Paola: in platea tra gli altri Amalia Bruni, Lidia Vescio, Francesco Muraca, Fabrizio Muraca, Rosario Piccioni e Italo Reale. Non si sono visti, tra gli altri, Gennarino Masi, Francesco Grandinetti, Antonio Pandolfo e altri dirigenti vicini a Doris Lo Moro. A oro comunque sono stati indirizzati i messaggi degli intervenuti.

L’intervento di Irto e Paola

«L’apertura di una sede fisica – ha detto Irto – è una notizia positiva non solo per il Pd, ma per tutta la città di Lamezia. Un presidio di democrazia è un luogo aperto ai cittadini, anche a chi non è iscritto al partito, e rappresenta un segnale importante in un momento in cui la politica vive soprattutto sui social e online. L’inaugurazione di una sede non dovrebbe essere motivo di polemica: sono momenti che devono unire e essere valorizzati, al di là delle differenze di opinione. I congressi si fanno, finiscono e poi si guarda avanti». A sua volta il segretario cittadino del Pd di Lamezia, Vittorio Paola, ha parlato «di punto di partenza, non di arrivo: un momento in cui il Pd si mette in ascolto della città, degli iscritti, dei simpatizzanti e di tutti coloro che si riconoscono in questo progetto. Il circolo non appartiene a una maggioranza o a una minoranza, ma a tutti. Dobbiamo sentirci uniti nel mandato e nei valori fondanti del partito. Nel Pd esistono sensibilità e libertà diverse, ma questo non deve farci perdere l’obiettivo: avere una linea politica condivisa, una direzione chiara e una rappresentanza unitaria, alternativa al centrodestra.  Il mio impegno, in linea con l’orientamento della segreteria nazionale, è costruire unità e portare tutti su una strada comune, affinché il Pd abbia una linea politica condivisa, non semplicemente “una voce sola”. I congressi si sono svolti regolarmente, i ricorsi sono stati respinti, e continuare a tenerli in piedi non aiuta: è il momento di superarli e avviare un vero percorso unitario. Per questo – ha concluso Paola – propongo di organizzare, tra marzo e aprile, un focus di due giorni aperto a tutto il centrosinistra e alla città. Il primo giorno sarà dedicato a un’analisi seria delle responsabilità e degli errori del passato; il secondo giorno servirà a costruire una proposta politica condivisa per il futuro. Solo dopo aver chiarito la strategia politica e gli interessi collettivi della città, e non quelli dei singoli, affronteremo il tema degli organismi dirigenti. Dobbiamo invertire il metodo: prima la visione politica, poi le strutture». Ora “palla” ai dissidenti. (c. a.)

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