Abbazia florense allagata, Belcastro: «Dovrebbero fare chiarezza, non distribuire patenti di moralità»
L’ex sindaco risponde all’assessore Ambrogio: «Le mie non sono insinuazioni, ma preoccupazioni di chi ha a cuore le sorti del monumento»

SAN GIOVANNI IN FIORE «È singolare che l’assessore Ambrogio liquidi come ‘insinuazioni’ le legittime preoccupazioni di chi ha a cuore le sorti del monumento simbolo di San Giovanni in Fiore. La politica non è un tribunale, ma il luogo della responsabilità: davanti a un evento così grave, il dovere di un’amministrazione è fornire certezze, non distribuire patenti di moralità a chi chiede chiarezza». Così l’ex sindaco Giuseppe Belcastro replica alle recenti dichiarazioni dell’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Ambrogio, in merito ai danni subiti dal complesso florense. «Se, come sostiene l’assessore, la questione si esaurisce in ‘atti tecnici’, allora l’Amministrazione non perda tempo: renda pubblici i verbali dei sopralluoghi — ai quali auspichiamo abbiano partecipato anche i tecnici della Soprintendenza — e chiarisca lo stato della manutenzione e l’efficienza dei sistemi di deflusso prima e durante l’evento meteorologico. I cittadini hanno il diritto di sapere se ciò che era prevedibile sia stato effettivamente previsto».
Quando piove anche nell’Abbazia florense
Belcastro chiede più trasparenza
Belcastro sposta poi l’attenzione sulla gestione delle risorse: «Richiamare il finanziamento da 2,5 milioni di euro non è un esercizio arbitrario, ma una doverosa constatazione. Risorse di tale portata impongono una gestione d’eccellenza che non può ammettere falle simili. Proteggere l’Abbazia significa garantirne la sicurezza ogni giorno, non ricordarsi della sua importanza solo quando l’acqua ne invade gli spazi. Purtroppo, si è persa un’occasione unica per mettere in sicurezza la “casa” dí Gioacchino». L’ex primo cittadino incalza poi sul tema della trasparenza: “Riteniamo doveroso fornire chiarimenti puntuali sui motivi che hanno condotto alla rimodulazione del progetto originario. Per questo chiediamo ufficialmente la pubblicazione immediata della relazione tecnica citata dall’assessore e una spiegazione trasparente su cosa sia stato realmente realizzato durante i lavori di ristrutturazione. La tutela del nostro patrimonio non si fa con il silenzio o con i toni risentiti, ma con la manutenzione costante e la trasparenza. Chi ama l’Abbazia non teme le domande, cerca le soluzioni».
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