Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 14:52
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

Il profilo

Dalla Calabria agli Usa, Greg Bovino simbolo del pugno duro di Trump sull’immigrazione

Il paradosso dell’italoamericano alla guida della Border Patrol statunitense

Pubblicato il: 24/01/2026 – 13:26
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Dalla Calabria agli Usa, Greg Bovino simbolo del pugno duro di Trump sull’immigrazione

Oggi è uno degli uomini più discussi dell’apparato federale statunitense impegnato nella lotta all’immigrazione irregolare, ma ha origini calabresi. Si tratta di Greg Bovino, 55enne a capo della Border Patrol, diventato nell’ultimo periodo il volto delle operazioni più dure condotte dall’amministrazione Trump nelle grandi città americane, ben oltre i confini tradizionali della polizia di frontiera.  
Cresciuto negli Stati Uniti – come riporta oggi il CorSera – Bovino si laurea in conservazione delle risorse naturali, consegue due master – uno in pubblica amministrazione e uno al prestigioso National War College – e nel 1996 entra nella Border Patrol, iniziando la carriera nel settore di El Centro, nel sud della California. Qui costruisce il suo profilo operativo in un contesto segnato dal traffico di droga e dall’immigrazione irregolare lungo il confine con il Messico.  

Il legame con l’Italia e la Calabria passa dal nonno Vincenzo, emigrato negli Stati Uniti nel maggio del 1924, nel periodo in cui proprio gli USA varavano leggi restrittive per limitare l’ingresso di immigrati provenienti dal Sud e dall’Est Europa. Un aspetto quasi paradossale rispetto all’operato di Bovino oggi, considerando il ruolo centrale assunto nelle retate contro gli immigrati senza documenti. L’italoamericano, infatti, ha impresso una svolta fortemente identitaria all’immagine della polizia di frontiera, puntando su una comunicazione aggressiva e spettacolarizzata dopo la sua nomina risalente al 2020. Poi, con il ritorno al comando del presidente Donald Trump, Bovino è stato chiamato a svolgere un ruolo chiave nelle operazioni interne al Paese, quasi più efficace dell’ICE – finito nelle polemiche dopo i fatti gravi di Minneapolis – nel raggiungere gli obiettivi di arresti fissati dall’amministrazione. Le sue unità vengono così impiegate in contesti urbani complessi, da Los Angeles a Chicago, da New Orleans a Minneapolis, con metodi che hanno suscitato proteste e polemiche. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x