Il destino sospeso di stazione e autostazione di Cosenza: degrado, ritardi e progetti incompiuti – FOTO E VIDEO
Vaglio Lise resta in un limbo tra emergenze e visioni di rigenerazione urbana rimaste sulla carta. L’ennesima proposta di spostare le Autolinee in quell’area ha riacceso il dibattito

COSENZA Da anni, troppi, a Cosenza torna ciclicamente di moda la “questione stazione”. Ogni volta con le stesse parole chiave: degrado, rilancio, riqualificazione, sicurezza, intermodalità. E ogni volta con un nuovo annuncio, un’idea rinnovata, un progetto che promette di restituire dignità a uno dei luoghi più strategici – e simbolicamente più trascurati – della città. L’ultima proposta in ordine di tempo è quella della deputata della Lega Simona Loizzo, che ha invocato un incontro con i vertici di Ferrovie dello Stato rilanciando l’ipotesi di spostare l’autostazione a Vaglio Lise per rilanciare entrambe le aree. Un déjà-vu che ha riacceso, senza grande entusiasmo in realtà, i riflettori su una ferita urbana mai rimarginata.
Contro l’ipotesi di Loizzo è subito intervenuta la Faisa Confail Calabria, che si è detta «assolutamente non d’accordo» con la proposta, ricordando come il degrado delle autolinee cittadine sia una criticità nota da anni. Secondo il sindacato, una scelta del genere rischierebbe di creare ulteriori disagi all’intera popolazione calabrese, «in quanto, in tutte le grandi città d’Italia le autostazioni sono nei centri, appunto per agevolare lo spostamento dei passeggeri». Per contrastare il degrado, la Faisa Confail ha proposto invece di migliorare la sicurezza dell’autostazione di via delle Medaglie d’Oro e rafforzare il ruolo di Vaglio Lise tramite integrazione dei servizi e tavoli unitari con gli attori coinvolti.

In parallelo, anche il sindacato Usb Lavoro Privato Cosenza ha preso posizione, sottolineando che lo spostamento dell’autostazione non può essere affrontato come semplice operazione logistica, ma va inserito in un vero piano dei trasporti dell’area urbana di Cosenza. Usb ha evidenziato come Vaglio Lise rappresenti un nodo naturale per l’intermodalità, ma che senza collegamenti efficienti e integrazione tariffaria rischierebbe di penalizzare l’utenza e scoraggiare l’uso del trasporto pubblico. Il sindacato ha chiesto inoltre che qualsiasi riorganizzazione tenga insieme diritto alla mobilità dei cittadini, qualità del servizio e tutela dei lavoratori, prevedendo un confronto preventivo con le parti sociali per valutare ricadute occupazionali e organizzative.
La sospensione della stazione di Vaglio Lise
La stazione ferroviaria di Cosenza, nell’area di Vaglio Lise, vive da decenni in una condizione di sospensione: una grande infrastruttura pensata come snodo vitale per la mobilità cittadina e sovracomunale, rimasta invece incompiuta nel suo disegno complessivo. Gli spazi sottostanti, concepiti come futura autostazione, non hanno mai assolto alla funzione per cui erano stati progettati. Oggi sono un non-luogo: parcheggi improvvisati, strutture degradate, scarsa illuminazione, assenza di presidi e una percezione diffusa di insicurezza.





Nei giorni scorsi, l’ennesima emergenza ha imposto un intervento tampone: la bonifica dell’area per l’abbandono indiscriminato di rifiuti. Un’operazione necessaria, accompagnata dalla chiusura temporanea della zona e dall’uso di videotrappole allo scopo di individuare e sanzionare i responsabili. Segnali importanti, ma che restano confinati alla gestione dell’urgenza. Perché il problema di Vaglio Lise non è (solo) l’inciviltà, ma l’assenza di una funzione stabile e riconosciuta.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: di sera e di notte l’area si trasforma in un rifugio per persone senza fissa dimora, in uno spazio marginale dove il degrado urbano si intreccia con quello sociale. Una “cattedrale nel deserto” che continua a esistere senza un ruolo chiaro nel disegno della città.



Dal “Parco urbano diffuso” all’incontro con i vertici di Rfi
Nel tempo, le proposte non sono mancate. Già negli anni dell’amministrazione Mancini si immaginava un centro commerciale, capace di dare senso a una struttura ingegneristicamente ambiziosa ma urbanisticamente isolata. Nell’aprile 2023, l’assessorato all’Urbanistica guidato da Pina Incarnato ha provato a inserire Vaglio Lise in una visione più ampia di rigenerazione urbana: il “Parco urbano diffuso”, il collegamento pedonale e ciclabile con il centro, l’idea di un hub intermodale per il trasporto pubblico, persino l’interramento di un tratto della Statale 107 per liberare spazi e cucire la frattura tra infrastruttura e città. Ma anche quel progetto sembra essersi dissolto nel nulla.
Nel febbraio 2024, l’incontro a Roma con i vertici di Rfi sembrava segnare un passaggio decisivo: tavoli tecnici, cronoprogrammi, parole come “integrazione”, “recupero funzionale”, “rigenerazione urbana”. A rendere ancora più strategica l’area, c’era la scelta di localizzare proprio a Vaglio Lise il nuovo Ospedale cittadino. Un’opportunità enorme, venuta meno negli ultimi mesi con il progetto che vedrà la realizzazione dell’ospedale a Rende. In quell’area, invece, esattamente in viale Crati, come emerso negli ultimi giorni, il Gruppo IGreco ha ottenuto il via libera da parte del Comune di Cosenza per accorpare le cliniche Madonnina e Sacro Cuore in un’unica maxi-struttura. Un provvedimento duramente criticato dagli attivisti de La Base («Cosenza – denunciano – perde la sanità pubblica e diventa l’hub della sanità privata, ampiamente sovvenzionata con fondi pubblici»). Ma questa è un’altra storia.
L’autostazione come “terra di frontiera”
Nel frattempo, l’altra faccia del problema resta irrisolta: l’autostazione nel cuore della città. Un luogo nevralgico, ma da tempo percepito come “terra di frontiera”, segnato da episodi di violenza, spaccio e microcriminalità (la scorsa settimana in quell’area c’è stata una nuova operazione della Polizia, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria Settentrionale”). Anche qui, le ricette si ripetono: più controlli, accessi regolamentati, videosorveglianza. Proposte sacrosante, ma che non affrontano il nodo strutturale: la mancanza di una visione unitaria della mobilità e degli spazi pubblici.



In questo contesto si inserisce l’ennesima proposta (non nuova) di spostare l’autostazione a Vaglio Lise, potenziare i collegamenti con il centro e riqualificare entrambe le aree. Un’idea non condivisa da tutti che pare destinata ad aggiungersi alla lunga lista di “soluzioni” abbandonate per strada. Perché il vero problema non è l’assenza di idee, ma la distanza cronica tra progettazione e realizzazione.
La stazione di Cosenza è diventata, negli anni, il simbolo di una città che pensa in grande ma realizza poco, che annuncia molto e conclude raramente. Ogni emergenza (rifiuti, sicurezza, marginalità) riporta la questione al centro del dibattito, salvo poi farla scivolare di nuovo ai margini una volta spenta l’attenzione mediatica.
Se davvero si vuole spezzare questo ciclo, servirebbe una scelta politica netta: decidere cosa deve diventare Vaglio Lise e farlo, con tempi certi, risorse definite e responsabilità chiare. Altrimenti, la stazione continuerà a “tornare di moda” ogni pochi anni, come un problema irrisolto che Cosenza non riesce ad affrontare – o non vuole – fino in fondo. (fra.vel.)
Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato