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Verso il referendum

«Una giustizia giusta per tutti». A Vibo si riuniscono i sostenitori del Sì

Ad aprire l’iniziativa, promossa da Forza Italia, il segretario provinciale Michele Comito: «Riforma necessaria per il bene dei cittadini»

Pubblicato il: 24/01/2026 – 18:14
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«Una giustizia giusta per tutti». A Vibo si riuniscono i sostenitori del Sì

VIBO VALENTIA Si è riunito stamattina nella biblioteca comunale di Vibo Valentia il Comitato per il Sì al referendum sulla giustizia che si terrà il prossimo 22-23 marzo. L’iniziativa, promossa da Forza Italia e dal deputato Giuseppe Mangialavori, ha visto la partecipazione degli esponenti locali e regionali del partito, dei sindaci e di esperti penalisti favorevoli alla riforma. Ad aprire il dibattito è stato il segretario provinciale di Forza Italia Michele Comito, seguito dall’ex assessore regionale Rosario Varì, dalla coordinatrice cittadina FI Carmen Corrado. Durante il convegno, moderato dall’avvocato Domenico Colaci, sono intervenuti il docente Unical Giulio Nardo, il presidente della Camera Penale di Vibo Valentia Giuseppe Bagnato, presidente della Camera Penale di Milano Vinicio Nardo, il noto avvocato penalista Cesare Placanica e il Presidente del Comitato Cittadino per il Sì l’avvocato Valerio Grillo.

«Molti magistrati sono favorevoli»

«Siamo pienamente convinti che la riforma debba essere attuata» ha detto a margine il segretario provinciale FI ed ex consigliere regionale Michele Comito. «Si tratta di far rispettare la Costituzione che prevede una separazione dei poteri per bilanciarli il più possibile e per rendere assolutamente garantiti i diritti inviolabili e per la libertà dell’uomo e del magistrato». Nessuna battaglia politica con i magistrati, anche perché – aggiunge – «molti si sono espressi chiaramente a favore del sì. La riforma renderà il magistrato libero dai condizionamenti esterni, dai condizionamenti carrieristici, dalla possibilità di esprimersi liberamente nell’imparzialità del giudizio».

Una riforma per migliorare la funzione del giudice

«È  il completamento di un dettato costituzionale» ha aggiunto Cesare Placanica, già presidente della Camera Penale di Roma. «Ma è anche e soprattutto un modo per esaltare e migliorare la funzione del giudice. A noi sta a cuore un perfetto completamento della funzione della magistratura che, per dettato costituzionale, prevede la funzione del pubblico mistero e del giudice. Quindi è una riforma pro, non una riforma contro». Ne gioverebbe, innanzitutto, il processo: «Noi nell’89 abbiamo scelto un processo di tipo accusatorio, che prevede un’accusa, una difesa e un giudice terzo. L’abbiamo scelto come miglior meccanismo per accertare la verità, che è l’unico scopo di un processo. Nel tempo abbiamo certificato altri principi, li abbiamo costituzionalizzati e adesso ci sarebbe un ulteriore completamento di quella che era l’idea originaria dei padri fondatori». Una riforma necessaria anche per allentare il peso delle correnti all’interno del Csm e della magistratura: «Abbiamo avuto la riprova di una certa degenerazione e un intervento delle correnti che più che portatori di idee diverse erano diventati un centro di potere» continua Placanica. «Su questo non si è avuto il coraggio di intervenire, quindi assume valenza il ruolo della riforma che prevede il sorteggio. Personalmente non mi fa impazzire, ma è diventata una riforma necessaria per questa degenerazione correntizia».

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