Maltempo, il ministro Musumeci in Calabria: «Siamo qui per assumere impegni» – FOTO
Il ministro per la Protezione civile si è recato nelle aree del Reggino maggiormente colpite dal ciclone Harry. «Siamo in trincea»

REGGIO CALABRIA Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci è arrivato nella tarda mattina di domenica 25 gennaio in Calabria per recarsi nelle aree del Reggino maggiormente colpite dal maltempo per verificare direttamente la situazione e seguire l’evoluzione degli interventi in corso. «C’è una questione emergenziale da affrontare, ci sono imprenditori che hanno perso i risparmi di una vita e decine e centinaia di posti di lavoro che rischiano di andare persi». Lo dice il sindaco Annunziato Nastasi, in occasione della visita del ministro a Melito di Porto Salvo, tra le zone più colpite dalla furia del ciclone Harry.
«Queste persone meritano di essere ristorate prima degli altri», sostiene il governatore della Calabria Roberto Occhiuto, al tavolo insieme al ministro, ed ai sottosegretari di Stato Luigi Sbarra e Wanda Ferro. «Con le prime risorse attribuite alla regione daremo un primo aiuto, abbiamo fatto richiesta di 300 milioni, ma ci sarà da approfondire alcune situazione per capire quale sia la reale entità dei danni. E’ importante che via sia un intervento sulla prevenzione, in Calabria abbiamo un’ottima Protezione Civile. Oggi contiamo i danni, ma per fortuna non piangiamo vittime», ha aggiunto il governatore.
«Sono andato a prendere in aeroporto il ministro – ha detto Occhiuto – ma prima sono passato da Siderno e Caulonia e ho visto che lì la linea d’onda ormai si è avvicinata pericolosamente al centro abitato e in molti casi si è avvicinata anche alla strada ferrata. E allora bisogna fare opere gigantesche di difesa delle coste che solo il governo nazionale può fare con risorse specifiche che servono a fare in modo che poi non si debbano fare queste ricognizioni dei danni. Le risorse spese nella prevenzione sono degli investimenti perché evitano di dover poi spendere risorse nella ricostruzione». «Vorrei che servisse anche in Calabria a convincersi che c’è necessità di trattare il suolo nel modo giusto, utilizzandolo per lo sviluppo ma non abusandone. Anche in questa provincia ho visto dei fiumi tombati e al posto dei fiumi sono state costruite delle strade e a bordo delle strade delle case. La natura non sa che laddove c’era un fiume ora ci sono strade e ci sono delle case. Quindi non si può più ragionare come si ragionava trenta, quaranta, cinquanta anni fa», ha chiosato il governatore.


La promessa del ministro
«Sono convinto che le parole del governatore Occhiuto e del sindaco siano chiare, non siamo qui per fare passerella. Siamo qui per assumere impegni. Possiamo continuare a parlare di calamità, ma non possiamo solo chiedere sicurezza. Il ciclone arriva a casa nostra, ormai è una certezza, nessuno può dimostrarsi sorpreso», aggiunge il ministro che prosegue: «Alcune volte la politica deve essere capace di iniziative impopolari, non deve seguire gli umori della gente ma occuparsi dei loro beni primari». Sui prossimi step, Musumeci rassicura: «Lo stato di emergenza viene proclamato per 12 mesi e viene prorogato per un altro anno, in questo caso potrà essere chiuso prima. Alcuni interventi possono essere eseguiti con le risorse destinate allo stato di emergenza. Si apre una stagione impegnativa e in questa trincea ognuno è chiamato a fare il proprio dovere».

Prevenzione e pianificazione urbanistica, dunque, diventano «priorità poiché il ciclone potrebbe colpire nuovamente». «Occorre attrezzarsi – ha proseguito il ministro Musumeci – non basta soltanto contare i danni, e i sindaci lo stanno facendo, e il Governo nazionale interverrà, assieme alla Regione, per ricostruire presto e bene, per evitare che alla prossima mareggiata ci si ritrovi allo stesso punto, perché in alcune aree la violenza delle onde ha sconvolto la morfologia dei luoghi, e non escludo che ci possa anche essere la necessità di rivedere la pianificazione urbanistica e quella delle infrastrutture principali».
«Laddove la costa è bassa – non parliamo delle coste rocciose, ma dove c’è la sabbia – occorre ripensare gli interventi. In alcune aree le onde hanno divorato fino a 100-150 metri di spiaggia, il che significa lambire la tratta ferroviaria e inghiottire parte del lungomare. Bisogna ricominciare da capo – ha concluso il ministro Nello Musumeci – poiché non si tratta di interventi che si possano risolvere in un mese o due, è necessario progettare bene e costruire meglio». (redazione@corrierecal.it)
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