Pd Cosenza: «Anomalie nell’assembla provinciale, occorre accendere un faro»
«Riteniamo inaccettabile che un’Assemblea provinciale venga gestita “all’acqua di rose”, evitando il confronto e comprimendo i diritti degli iscritti»

COSENZA «Dopo oltre settanta giorni, si è finalmente riusciti a ottenere la convocazione dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Cosenza. Un ritardo ingiustificabile, che da solo basterebbe a fotografare lo stato di paralisi politica e organizzativa in cui versa il partito sotto l’attuale gestione. Purtroppo, dobbiamo constatare che anche questa convocazione non va nella direzione di un’autentica discussione politica, ma si configura come una sbrigativa assemblea a porte chiuse, della durata di pochi minuti, pensata esclusivamente per assolvere ad adempimenti burocratici. Un’impostazione confermata da comunicazioni surreali, come il richiamo alle dimensioni della sala o alla necessità di “prenotarsi” per poter intervenire, che nulla hanno a che fare con la vita democratica di un partito». E’ la nota diffusa dalla maggioranza dell’assemblea del Pd Cosenza.
«La convocazione fa riferimento alla composizione della Commissione congressuale, atto dovuto entro trenta giorni in attuazione della deliberazione della Commissione regionale di garanzia, successiva allo scioglimento della precedente. Tuttavia, si glissa deliberatamente sul vero motivo politico dell’assemblea: l’esistenza di una mozione di sfiducia nei confronti del segretario provinciale. Tale rimozione non è casuale. La mozione viene richiamata solo indirettamente, attraverso un riferimento errato allo statuto regionale, che non può essere liquidato come una semplice svista, considerata la professione forense sia del segretario provinciale sia della presidente. Un errore che appare piuttosto un tentativo di confondere il quadro procedurale e depotenziare una richiesta politica legittima. Riteniamo inaccettabile che un’Assemblea provinciale venga gestita “all’acqua di rose”, evitando il confronto e comprimendo i diritti degli iscritti. Per questo chiediamo formalmente al Partito Democratico regionale di nominare un garante dell’assemblea, che assicuri la corretta conduzione dei lavori e la messa ai voti della richiesta avanzata dall’Assemblea stessa. È indispensabile che tutto si svolga in un clima di trasparenza e correttezza, nel pieno rispetto delle procedure democratiche ed elettorali, a partire dal metodo di elezione della Commissione provinciale di garanzia. Il PD non può chiedere credibilità all’esterno se continua a negarla al proprio interno. Per questo dobbiamo accendere un faro sulla Federazione di Cosenza». (redazione@corrierecal.it)