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una scelta di libertà

Una vita controcorrente – VIDEO

Avvocata, sindaca, attivista, Fernanda Gigliotti trasforma il proprio vissuto in un memoir che intreccia amicizia, libertà di scelta e fine vita

Pubblicato il: 29/01/2026 – 11:06
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Una vita controcorrente – VIDEO

LAMEZIA TERME Fernanda Gigliotti, avvocato, consegna ai lettori la sua prima opera letteraria raccontando una storia autobiografica, tragica ed emozionante che costringe a riflettere su quelli che sono temi importanti dell’epoca moderna e che scaturiscono da un vissuto personale costruito sempre all’insegna dell’anticipazione dei tempi. In un contesto socio-culturale ancora, per certi aspetti, fortemente in ritardo, l’autrice rivendica la sua libertà di pensiero, di azione e scelte personali. Impegnata fin da giovane nella vita politica, Gigliotti è stata sindaco, – la prima a celebrare un matrimonio omosessuale in Calabria- attivista nelle battaglie civili a difesa dei diritti delle donne, dei discriminati e, per lungo tempo, anche imprenditrice. In linea con il suo percorso esistenziale, “L’ultima estate canara” è un racconto intimo e struggente, un memoir capace di trasformare l’estate del 2020 in un tempo sospeso, dove la quotidianità diventa rito d’amicizia e la malattia assume la dignità di un ultimo viaggio condiviso. Fernanda Gigliotti costruisce una narrazione che è allo stesso tempo cronaca, diario e confessione, tenuta insieme da una prosa limpida, emotiva, sincera.
Al centro, la storia di Adriana e Giannina: due donne diverse per età, classe sociale, temperamento, eppure simili nella radicalità del loro affetto, nel bisogno di libertà, nella capacità di sfidare convenzioni sociali, provincialismi e maschilismi ancora vivi nel tessuto calabrese. Lo sguardo dell’autrice scava nella forza e nella fragilità delle protagoniste, mostrando come l’amicizia sappia diventare un patto di cura che va oltre la biologia, oltre la famiglia, oltre la paura. Commovente il testamento di Adriana rivolto all’amica, che suggella un rapporto di straordinaria intensità: «ricordati che voglio morire come ho vissuto, con dignità e discrezione, a casa mia. Vestimi con questo pantalone bianco, questa camicetta di pizzo rosa e queste comode scarpe. È con loro che mi hai accompagnata in questo mese dal tempo infinito ed è così che vorrei incamminarmi, comodamente, per qualunque eterno altrove. Chiamami sempre, ogni giorno, e se non dovessi più risponderti raggiungimi senza perdere tempo. Non lasciarmi, ti prego, in mani straniere»
La Calabria emerge come personaggio aggiunto: terra bellissima e contraddittoria, sfondo di tramonti che rassicurano, ma anche luogo di ritardi culturali, paure, ostilità. Una terra che Gigliotti racconta con amore e disincanto, tra paesaggi mozzafiato e battaglie civili, tra tentativi di restanza e desideri di fuga.
Il libro affronta con coraggio anche il tema dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e del fine vita. La capacità di restituire la complessità emotiva degli ultimi giorni, senza retorica né pietismo, è uno dei punti più alti dell’opera.
“L’ultima estate canara” è, in definitiva, un atto d’amore verso l’amicizia e verso la verità delle relazioni profonde, una dichiarazione d’identità, un omaggio alla vita quando si avvicina al suo confine, ma continua a chiedere bellezza, dignità e rispetto.

Rivedi la puntata di “Un libro tira l’altro”:

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