“Amichettismo” al Comune di Catanzaro. Dal “sassolino” di Fiorita alle accuse dell’opposizione
Sempre più muro contro muro. Il sindaco: «Certe pratiche con noi sono finite». La minoranza rilancia: «E’ lungo l’elenco dei favoritismi»

CATANZARO Tra il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e l’opposizione è sempre più muro contro muro. Dalla “Catanzaro Servizi” alla gestione di incarichi e bandi, dalla minoranza partono bordate alle quali il sindaco risponde affidandosi a suoi ormai tradizionali “Pensieri della Domenica” su facebook. Ma dall’opposizione di centrodestra nessun passo indietro, anzi ancora contestazioni al primo cittadino.
Il “caso” Catanzaro Servizi
La “madre” di tutte le vicende resta quello del futuro della municipalizzata “Catanzaro Servizi”. Ieri 12 consiglieri comunali dell’opposizione hanno contestato le indiscrezioni, veicolate da Palazzo De Nobili, sul pagamento di arretrati ai lavoratori, pagamenti che a loro dire non ci sarebbe ancora stati. Oggi Fiorita replica: «L’auspicata approvazione da parte del Consiglio comunale del piano industriale e dell’affidamento di nuovi servizi a contenuto economico in favore della partecipata precederà la decisione del giudice, fissata per il 10 febbraio, sul piano di risanamento presentato dall’amministratore De Marco. Se tutto andrà bene – sostiene il sindaco – si aprirà una fase nuova, che consentirà una volta per tutte di costruire un futuro diverso per Catanzaro Servizi, non più baraccone clientelare affossata dai debiti ma finalmente società efficiente, autosufficiente e al servizio della comunità. Pensiamo di aver fatto in questo ultimo mese più di quanto non sia stato fatto nei dieci anni precedenti. Speriamo possa bastare nonostante non manchino coloro che, dentro e fuori il consiglio comunale, preferiscono remare contro e strumentalizzare le comprensibili angosce dei lavoratori. A proposito, ribadisco che il pagamento della parte rimasta inevasa della mensilità di dicembre è iniziato venerdì, ha già riguardato la maggior parte dei dipendenti e verrà completato nella giornata di lunedì per tutti i lavoratori».
La polemica sull’”amichettismo”
Nel dibattito politico catanzarese tiene ancora banco l’esito dell’ultimo Consiglio comunale, finito in baruffa, una baruffa che ha avuto ulteriori propaggini in questi giorni. Fiorita fa il punto togliendosi quello che nel “Pensieri” definisce un “sassolino”: «In questi ultimi giorni l’opposizione ha alzato il tiro ed è tornata a gettare fango su questa esperienza amministrativa nel tentativo di far passare l’idea che, in fondo, siamo come gli altri e che anche noi facciamo favoritismi, per questo o quell’altro motivo. Mi dispiace ma – sostiene il sindaco – non ci sto. L’amichettismo tanto caro a chi ha governato questa città per decenni non appartiene alla nostra cultura e al nostro modo di intendere la politica. Le ripetute illazioni e maldicenze si scontrano con la realtà: non mi intrometto e non mi intrometterò mai nei bandi di gara, negli affidamenti di lavori o servizi, nelle valutazioni delle commissioni o dei dirigenti. La querela che presenterò nei confronti di un consigliere comunale per le sue incaute affermazioni non vuole tutelare solo la mia onorabilità ma vuole soprattutto tutelare una esperienza amministrativa che ha segnato una cesura netta con comportamenti opachi e che vive della correttezza, della trasparenza e della assoluta onestà di chi guida questa città. A chi vede imbrogli, favoritismi e interessi personali in ogni decisione che assumiamo abbiamo da dire una sola cosa: il male è negli occhi di chi guarda. Noi – spiega Fiorita – non siamo come voi. E non lo saremo mai».
La (contro)replica dell’opposizione
Su quest’ultimo punto arriva tuttavia la presa di posizione della minoranza. In una nota a firma Francesco Assisi, Lea Concolino, Antonio Corsi, Manuela Costanzo, Sergio Costanzo, Luigi Levato, Alessandra Lobello, Gianni Parisi, Francesco Passafaro, Francesco Scarpino, Stefano Veraldi. Antonello Talerico, i 12 consiglieri comunali di opposizione replicano al sindaco. «Il sindaco Fiorita – scrivono – preferisce rifugiarsi sui social network, dove il dibattito politico viene sistematicamente sostituito da polemiche personali, allusioni e maldestri tentativi di distrazione di massa. Ancora più grave è il ricorso ripetuto alla minaccia di querele come strumento di pressione nei confronti di chi esercita legittimamente una funzione di controllo e vigilanza, per mandato popolare e nell’interesse esclusivo della collettività. Siamo di fronte a un’amministrazione che appare muoversi secondo logiche di prossimità personale e convenienza politica, ormai tratti distintivi dell’azione di governo di Fiorita. Ma la memoria della città è ben più lunga delle invettive affidate ai social. Nessuno – se non forse il sindaco stesso – ha dimenticato il cospicuo contributo destinato a un’associazione molto vicina all’assessora alla cultura, ritirato in fretta e furia solo dopo l’esplodere delle polemiche, proprio perché privo dei requisiti minimi. Così come – osservano dalla minoranza – restano scolpiti nella cronaca amministrativa l’affidamento della direzione dei lavori del campo dello stadio Nicola Ceravolo al primo dei non eletti della sua stessa lista, divenuto poco dopo consigliere comunale; la progressione economica concessa alla madre di un consigliere comunale “responsabile”, in assenza di qualsiasi elemento oggettivo a supporto; l’assegnazione di bandi delle politiche sociali in cui si ripropongono troppo spesso le medesime associazioni alcune delle quali politicamente molto vicine al sindaco; l’utilizzo della Fondazione Politeama, che in diverse circostanze ha sollevato dubbi circa una gestione improntata a logiche di prossimità personale piuttosto che a criteri oggettivi e trasparenti; la finanza creativa che ha affossato la Catanzaro Servizi Spa ad opera delle sue nomine fiduciarie. E l’elenco potrebbe continuare». Secondo l’opposizione «si tratta di episodi forse formalmente leciti, ma politicamente devastanti, che smentiscono nei fatti la retorica moralizzatrice dell’amministrazione e restituiscono l’immagine di un sindaco che ha clamorosamente fallito il mandato ricevuto dagli elettori: predica bene, ma razzola sistematicamente male». (c. a.)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato