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equilibri politici

Enzo Romeo e il mini-rimpasto della discordia: anche a Vibo il Pd si logora da solo

La scalata di Console e degli “alecciani” e i malumori locali. Il sindaco di Vibo alle prese con i dissidi interni al Partito democratico

Pubblicato il: 04/02/2026 – 7:00
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Enzo Romeo e il mini-rimpasto della discordia: anche a Vibo il Pd si logora da solo

VIBO VALENTIA Doveva essere un modello di unità per il campo largo, un esempio vincente da replicare in altri contesti regionale e, magari, anche a livello nazionale. La coalizione unitaria che ha portato a battere, a sorpresa, il centrodestra e il terzo “incomodo” di sponda pitariana alle ultime elezioni comunali di Vibo Valentia, però rischia di sgretolarsi dopo appena 18 mesi. Perché anche se il sindaco Enzo Romeo prova da mesi a derubricarli come semplici «scostamenti politici» e il Partito, come nella riunione di ieri, cerca di sminuire la crisi, le crepe all’interno della maggioranza vibonese sono ormai evidenti e, col passare del tempo, più che scosse di assestamento appaiono come campanelli d’allarme in vista di un terremoto politico più vasto. Le dimissioni dell’assessore alla Pubblica Istruzione (in quota Pd) Vania Continanza, arrivate ieri in “anticipo” rispetto al minirimpasto di Giunta, appaiono come un segnale chiaro: le tensioni hanno ormai oltrepassato le mura di Palazzo Luigi Razza confermando i profondi dissidi interni al Partito democratico.
La svolta è arrivata verso fine dicembre, quando il sindaco Enzo Romeo ha iniziato a lavorare a un mini-rimpasto di Giunta, anticipando il consueto cambio di boa a metà legislatura. Complice la presenza del gruppo dei Democratici e Riformisti, sempre più rilevante all’interno del Consiglio e sempre più in contrasto con l’area “locale” del Partito democratico. Le tensioni nel principale partito di maggioranza affondano le radici nella nascita ad aprile del gruppo facente riferimento al consigliere regionale Ernesto Alecci che aveva “pescato” tra le fila dei dem. Ad aderire in partenza Nicola Staropoli, Alessandra Grimaldi, Dina Satriani e Marcella Mellea (poi rientrata), oltre all’ex Forza Italia Nico Console. In estate sono poi arrivate le dimissioni da Presidente di Commissione di Laura Pugliese, anche lei vicina al consigliere regionale di Soverato, che nella sua lettera non le ha mandate a dire al Presidente del Consiglio comunale Antonio Iannello, suo compagno di partito vicino a Raffaele Mammoliti.

Il mini rimpasto della discordia

Una spina nel fianco per il sindaco Enzo Romeo che, dopo un primo periodo di contrasti e botta e risposta, ha finito per “rassegnarsi” alla loro presenza e, anzi, di andargli incontro, arrivando ad aprire a un posto in Giunta indicato dai Democratici e Riformisti nell’imprenditore Enzo Mirabello. È il suo nome che ha creato tensioni negli ultimi giorni, essendo poco gradito al sindaco e anche all’altro “designato” ad entrare in Giunta in quota Pd: Francesco Colelli, capogruppo dem che poco tempo fa ha rinunciato alla delega alla cultura e che prenderebbe il posto della dimissionaria Vania Continanza. A liberare l’altro posto dovrebbe essere l’assessore al bilancio e docente Unical Pina Puntillo, facendo però emergere il problema delle quote rosa: a due donne, è stato ribadito più volte durante i confronti, non possono subentrare due uomini. Malumori legati anche alla delicatezza degli assessorati in questione, soprattutto per quello relativo al bilancio date le fragili condizioni economiche dell’ente.

Le divisioni alimentate dalle Regionali

Ma i contrasti all’interno del Partito democratico vibonese sono più profondi e si trascinando da mesi. Ad alimentarli sono state le elezioni regionali e quelle per il rinnovo del Consiglio provinciale. Alla tornata elettorale di ottobre, nessun candidato vibonese del Pd è stato eletto a Palazzo Campanella, conseguenza di uno “spacchettamento” di voti tra più candidati. Tra questi l’assessore alla cultura Stefano Soriano, Raffaele Mammoliti e Luigi Tassone, sostenuto da una buona parte della maggioranza del capoluogo. A beneficiarne in quell’occasione è stato Ernesto Alecci, che è riuscito ad ottenere un buon bottino di voti nel Vibonese. Un simile epilogo anche alle elezioni provinciali di dicembre, quando ad ottenere un posto a Palazzo ex Enel è stato proprio Nico Console. E forse non è un caso che Console è stato successivamente nominato vicepresidente da Corrado L’Andolina, lo stesso ruolo che aveva portato all’espulsione dal Partito democratico di Nicola La Sorba appena 8 mesi fa. Al tempo stesso, il Pd è stato l’unico partito rimasto a mani vuoti nella distribuzione degli incarichi alla Provincia: se l’area alecciana cresce, i dem locali arretrano. Segnali che raccontano un partito diviso, attraversato da correnti e riferimenti esterni sempre più ingombranti, mentre il sindaco prova a tenere insieme una maggioranza nata larga ma oggi, ormai, frammentata. (ma.ru.)

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