Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:05
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

“manovre” a palazzo de nobili

Catanzaro, “Servizi” (per il momento) salva. Il centrodestra avvia l’operazione “spallata” a Fiorita

Approvato il piano industriale della municipalizzata: si attende ora il Tribunale. Documento per sfiduciare il sindaco: palla ai coordinatori regionali del centrodestra

Pubblicato il: 06/02/2026 – 19:52
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Catanzaro, “Servizi” (per il momento) salva. Il centrodestra avvia l’operazione “spallata” a Fiorita

CATANZARO Due partite in una, la prima in aula, la seconda in aula e fuori dall’aula. Il Consiglio comunale di Catanzaro approva il piano industriale della municipalizzata “Catanzaro Servizi”, che – al momento – è “salva”, ma un’altra partita, prettamente politica, si inizierà a giocare sui tavoli dei partiti, nel caso specifico soprattutto quelli del centrodestra, una cui ampia componente ha di nuovo avviato la “campagna” per mandare a casa anticipatamente l’amministrazione guidata dal sindaco di centrosinistra Nicola Fiorita depositando da un notaio – come anticipato ieri dal Corriere della Calabria – un documento di sfiducia del primo cittadino. Da lunedì in poi chi vorrà potrà firmarlo, per intanto si è ancora a livello di “pressione” su Fiorita e sulla sua maggioranza, che almeno portano a casa, con un voto quasi unanime, il piano industriale della “Catanzaro Servizi”.

La pratica “Catanzaro Servizi”

Completato dunque in Consiglio comunale l’ordine del giorno dell’odierna seduta, che prevedeva “l’approvazione del Piano industriale 2026-2030 della Catanzaro Servizi S.p.a, l’affidamento di servizi di assistenza tecnica e supporto specialistico ai Rup in house providing alla Catanzaro Servizi S.p.A.; l’affidamento in house providing alla stessa società del servizio di gestione delle lampade votive, del servizio di manutenzione, gestione e implementazione del verde urbano e del servizio di manutenzione del piano viabile e delle pertinenze stradali”. A votare sì oltre al centrosinistra anche gran parte dell’opposizione, ma solo per rispetto dei lavoratori della “Catanzaro Servizi”, hanno detto non risparmiando per il resto critiche durissime e anche spietate all’amministrazione Fiorita. Il no arriva soltanto dal gruppo di Azione con Stefano Veraldi e Gianni Parisi, da Valerio Donato di Rinascita e da Anna Chiara Verrengia da Fratelli d’Italia. Il punto focale è la sostenibilità economica della “Catanzaro Servizi”, che a quanto risulta deve fare i conti con un debito complessivo di circa 4 milioni e mezzo di euro, frutto di una “mala gestione” almeno decennale (ulteriormente e pesantemente aggravata però nella penultima fase anche da opache operazioni di finanza “creativa”). L’obiettivo dell’amministrazione Fiorita con il piano industriale redatto dall’”eroico” amministratore Tonino De Marco, arrivato (a gratis…) al capezzale di una municipalizzata con il fiato cortissimo, è costruire un percorso di risanamento decennale capace di generare utili per almeno 3 milioni e mezzo di euro, pari a circa 350mila euro l’anno. Le stime attuali indicano che dai servizi già affidati potrebbe derivare un utile annuo di circa 200mila euro; con il previsto transito di una decina di lavoratori alla Sorical e con l’eventuale attivazione degli altri servizi, quelli aggiuntivi indicati all’ordine del giorno, il piano potrebbe essere pienamente sostenibile (condizionale d’obbligo). Traguardato il delicato “snodo” del Consiglio comunale, ora c’è da attendere il 10 febbraio, quando il Tribunale è chiamato a valutare il piano di risanamento con tanto di misure protettive della “Servizi”. Presentarsi davanti al giudice con la delibera del Consiglio comunale è comunque un buon viatico.

Il “nodo” politico

Ovviamente intrecciato al tema dell’ordine del giorno del Consiglio comunale c’è anche quello prettamente politico. A tenere banco anche oggi, nei conciliaboli a margine dell’”aula rossa”, il nuovo documento di sfiducia al sindaco predisposto da esponenti dell’opposizione (nessuno della minoranza però se ne sta assumendo la paternità, e questo è un dato significativo). Per avere effetto, e cioè determinare la chiusura anticipata della consiliatura in modo da votare a maggio-giugno, servono 17 firme, che al momento in realtà non ci sono e che comunque non sarà facile raggiungere, come già accaduto in almeno altre due occasioni. Ma stavolta il “vento” sembra un po’ diverso, stando agli umori della sala consiliare. Il documento di sfiducia – a quanto risulta – avrebbe la firma sicura dei 3 consiglieri di Azione-Rinascita e dei 7 di Forza Italia, più un altro paio di consiglieri di sicura appartenenza centrodestra, mentre la Lega di Filippo Mancuso e Fratelli d’Italia di Wanda Ferro sembrano ancora cauti nell’esporsi. Qualche firma potrebbe comunque arrivare da componenti di quel gruppo misto che è al momento la “stampella” di Fiorita, se su di loro il centrodestra farà sentire forte il fiato sul collo (con minacce più o meno velate di non ricandidature) . Alla fine del Consiglio comunale di oggi peraltro in tanti si chiedevano se nel novero della minoranza da ora in poi andrà ricompreso anche l’ex Pd Fabio Celia, che oggi avrebbe tuonato senza mezzi termini contro Fiorita. Ma in realtà la palla ora i consiglieri comunali di centrodestra l’hanno già lanciata ai rispettivi coordinatori regionali (tra quest ci sono gli stessi Mancuso e Ferro…). Solo se questi ultimi romperanno gli indugi quella fatidica soglia 17 potrebbe diventare raggiungibile. C’è tempo fino al 20 febbraio. Se Fiorita “scavalla” anche questa data allora amen: per le Comunali se ne riparlerà nel 2027. Morale della favola: a Catanzaro sono attese due settimane di passione. Per tutti. “O la va o la spacca”. Per tutti. (a. cant.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x