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Un libro tira l’altro

Michele Petullà e la poesia come atto di responsabilità civile – VIDEO

Cenere e Mandorli è un libro che rifiuta slogan e consolazioni, scegliendo la testimonianza come forma di resistenza all’indifferenza e all’oblio

Pubblicato il: 06/02/2026 – 11:06
di Antonio Chieffallo
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Michele Petullà e la poesia come atto di responsabilità civile – VIDEO

LAMEZIA TERMECenere e Mandorli” di Michele Petullà, edito da Libritalia.net, è una raccolta poetica che si colloca nel punto più esposto e fragile dell’umano: là dove la parola non consola, ma testimonia; non assolve, ma ricorda. I versi nascono da una ferita aperta – Gaza – ma si allargano fino a comprendere ogni luogo in cui la violenza tenta di cancellare la dignità dell’uomo. La cenere diventa simbolo della distruzione e del lutto, mentre il mandorlo, primo albero a fiorire anche nel freddo più ostinato, incarna la speranza che resiste, fragile e tenace, contro ogni evidenza.
La poesia di Petullà è civile nel senso più alto del termine: non propaganda, non slogan, ma assunzione di responsabilità. I suoi testi trasformano il dolore in coscienza, la sofferenza in memoria attiva, restituendo voce a chi è ridotto a numero o silenzio. Madri, bambini, padri, città sventrate e cieli muti attraversano le pagine come icone tragiche e insieme universali, in un linguaggio intenso, evocativo, capace di tenere insieme denuncia e compassione, grido e preghiera laica.

Le madri di Gaza
portano il grembo come un altare
svuotato e sacro,
le loro braccia sono culle spezzate
che ancora oscillano
per quietare l’invisibile.
I padri di Gaza
non sognano più bandiere
ma solo un pane senza sirene
un’ora di sonno
in cui nessuno venga a prenderli.

La parola poetica diventa così un atto di resistenza umana, un gesto che si oppone all’indifferenza e interroga il lettore, chiamandolo a una partecipazione etica.
Michele Petullà – giornalista, sociologo, poeta, scrittore e critico letterario – ha fatto della cultura un autentico faro di vita. Autore di numerose opere di poesia, narrativa e saggistica, premiato in ambito nazionale e internazionale, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica per i suoi meriti culturali e sociali, e del Premio Nazionale “Segni di Pace” della Cattedra della Pace di Assisi, per l’impegno a favore della pace e dei diritti umani. In Cenere e Mandorli questa traiettoria umana e intellettuale trova una delle sue espressioni più alte. Il libro non offre soluzioni né scorciatoie consolatorie. Concede, piuttosto, parole che feriscono e curano, che obbligano a guardare dove spesso si distoglie lo sguardo, verso i luoghi in cui l’ignavia ha preso il sopravvento. È un’opera che crede nel valore comunicativo e sociale della poesia, nella sua capacità di generare consapevolezza e di custodire l’umano anche quando tutto sembra perduto. Cenere e Mandorli è un libro importante, un monito fragile e potente all’amore universale, alla pace come origine e non come tregua, alla responsabilità della parola e delle azioni nel nostro tempo

E noi,
tra i rovi e le sirene,
ascoltiamo il cuore
che batte
in una foglia nuova
fragile
tenace
umana.

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