Epstein File, la compagna non parla: «Prima la grazia»
La compagna del “predatore sessuale” si appella al quinto emendamento

ROMA “Mi appello al quinto emendamento”: sono le uniche parole che i parlamentari statunitensi hanno potuto ascoltare da Ghislaine Maxwell, compagna e complice di Jeffrey Epstein, il finanziere incriminato per traffico sessuali di minorenni suicida in carcere nel 2019. Tutto nella giornata di ieri, lunedì 9 febbraio, è andato come preannunciato nei giorni scorsi dai suoi stessi legali: la donna si è rifiutata di rispondere alle domande durante una deposizione davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera a cui era stata convocata in una seduta incentrata sugli Epstein file. La donna è stata ascoltata a distanza dai commissari, collegata dal carcere in Texas dove sta scontando una pena detentiva federale di 20 anni per reati di traffico sessuale. Il New York Times riporta i commenti a caldo dei deputati rimasti ‘a mani vuote’ dall’udienza: James R. Comer, presidente repubblicano della commissione, ha affermato Maxwell ha invocato il suo diritto garantito dal Quinto Emendamento, a non autoincriminarsi, in risposta a ogni domanda posta. Insomma, “è stato molto deludente”, ha detto il parlamentare del Kentucky. “Avevamo molte domande da porre sui crimini commessi da lei ed Epstein, così come su potenziali cospiratori”. In particolare, il presidente della commissione ha riferito la dichiarazione di apertura dell’avvocato della compagna di Epstein, David Oscar Markus: in pratica ha assicurato che Ghislaine Maxwell “avrebbe risposto alle domande se le fosse stata concessa la grazia dal presidente Trump”. Una richiesta fortemente criticata dai democratici. Il quotidiano riporta quindi le dichiarazioni del deputato della Virginia Suhas Subramanyam: “Sta facendo campagna elettorale ripetutamente per ottenere la grazia dal presidente Trump, e questo presidente non l’ha esclusa- ricorda- Ed è per questo che continua a non collaborare alla nostra indagine”. Il New York Times cita poi una copia della dichiarazione del legale, pubblicata sui social media, in cui Markus avrebbe detto esplicitamente che “la signora Maxwell è pronta a parlare in modo completo e onesto se le fosse stata concessa la grazia dal presidente Trump”. Non solo: “Potrebbe scagionare sia Trump che l’ex presidente Bill Clinton, entrambi con legami documentati con il signor Epstein, da qualsiasi accusa di illecito“, ha aggiunto. Parole stigmatizzate dai Democratici, come un tentativo volto ad ammorbidire le controparti e ottenere la grazia dal presidente. Dopo la fallimentare udienza con Maxwell, ora c’è attesa per le deposizioni dei Clinton, attesi a fine febbraio davanti alla commissione. Mentre il Dipartimento di Giustizia ha iniziato in questi giorni a rendere disponibili ai membri del Congresso le versioni non censurate del materiale investigativo sul signor Epstein, pubblicate on line a partire dal mese scorso. (Dire) (Foto: US Attorney’s Office SDNY)
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