«Il mare restituisce corpi di migranti e speranze infrante, ora un sit-in sulle spiagge per l’umanità»
Sui social l’appello del sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore, dopo i ritrovamenti delle scorse ore

«Negli ultimi dieci giorni, il perdurante maltempo ha causato frane, allagamenti, mareggiate che hanno inghiottito strade, spiagge e speranze. Ma tra le onde, la tragedia si è fatta visibile: il mare ha restituito tre corpi: il primo a Scalea l’8 febbraio, il secondo ad Amantea quattro giorni dopo e il terzo a Paola questa mattina. Sempre oggi, il cadavere di una donna è stato avvistato di fronte alla spiaggia “Le Roccette” a Tropea, nel vibonese, ricordandoci con crudele evidenza la brutalità della morte. Si tratta verosimilmente di migranti, vittime di un fenomeno che continua a causare lutti e dolore. Volti che non conosceremo, storie che il mare ha portato via». Sui social il primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore, ha voluto accendere i riflettori sulla drammatica scia di ritrovamenti che sta interessando le coste calabresi in questi giorni di tempesta.
L’appello contro l’indifferenza statistica
«Le ONG come Mediterranea Saving Humans denunciano che circa 1.000 persone sono scomparse nel Mediterraneo centrale a causa della tempesta, inghiottite dalle onde insieme alle loro barche della speranza. Un numero che non possiamo ignorare, un grido silenzioso che attraversa il mare e arriva fino a noi. Questi sono migranti, uomini e donne che hanno rischiato tutto per cercare un futuro migliore. Le loro vite spezzate ci parlano di coraggio e di fragilità, di speranza e di ingiustizia. La loro morte non può essere solo un dato statistico: deve diventare memoria, riflessione, impegno».
L’iniziativa: un sit-in per una nuova politica
«Per questo reputo doveroso un sit-in simbolico sulla spiaggia: un momento per fermarci, guardare il mare e ricordare chi non c’è più, ma anche per rivendicare una politica nuova, capace di affrontare i fenomeni migratori con umanità e responsabilità, invece che lasciarli diventare sinonimo di morte. Una politica che protegga le vite, che offra corridoi sicuri, soccorso immediato e percorsi dignitosi, trasformando la tragedia in un impegno concreto della società civile e delle istituzioni. Solo così il ricordo delle vittime può diventare un appello vivo all’azione, non solo un dolore silenzioso. Ricordare chi il mare ha portato via è il primo passo per custodire l’umanità che ci resta. Solo così la loro storia, il loro sacrificio, non saranno dimenticati».
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