Riforma della giustizia, a Cosenza confronto pubblico sul Sì
All’Hotel Royal terzo incontro del Comitato “Sì Separa Cosenza”: magistrati, avvocati e politici discutono separazione delle carriere e nuovo assetto del Csm

COSENZA Grande partecipazione e dibattito approfondito sabato all’Hotel Royal di Cosenza per il terzo incontro aperto alla cittadinanza promosso dal Comitato territoriale Sì Separa Cosenza, dedicato alla riforma costituzionale in materia di giustizia.
A moderare i lavori è stata la portavoce del Comitato, l’avvocato Chiara Penna. Sono intervenuti l’avvocato Francesco Chiaia, componente del direttivo della Camera Penale di Cosenza, l’avvocato Martina De Giacomo, del Comitato scientifico della Camera Penale di Cosenza, l’onorevole Mario Oliverio, già presidente della Regione Calabria, e il dott. Federico Moleti, sostituto procuratore della Repubblica presso la Procura di Palmi e tra i magistrati sostenitori del Sì.
Nel corso dell’incontro i relatori hanno illustrato in maniera tecnica i contenuti della riforma, definita il naturale completamento del sistema processuale accusatorio introdotto dal partigiano Giuliano Vassalli. È stato ribadito che la sola separazione delle funzioni non è sufficiente: per attuare pienamente il principio di parità tra accusa e difesa sancito dall’articolo 111 della Costituzione (come modificato nel 1999) occorre la separazione delle carriere, così da rendere effettiva l’uguaglianza delle parti nel processo.
Di particolare rilievo l’intervento del dott. Moleti, che ha evidenziato come la riforma non solo renda il giudice effettivamente terzo, ma apra anche alla prospettiva – auspicabile – di una maggiore vicinanza culturale tra pubblico ministero e difesa. Le due parti del processo, pur nella distinzione dei ruoli, dovrebbero condividere una formazione giuridica omogenea, coerente con la logica del sistema accusatorio e con la centralità del contraddittorio.

Altro punto centrale è stata la proposta di istituire due distinti Consigli superiori della magistratura, uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti, competenti in materia di trasferimenti e progressioni di carriera. In tale contesto, il sorteggio è stato indicato come strumento di garanzia dell’indipendenza e di superamento delle correnti, così da evitare dinamiche di politicizzazione interna. Nel suo ruolo di moderatrice, l’avvocato Chiara Penna ha inoltre sottolineato come siano infondate e prive di basi giuridiche le ricostruzioni che parlano di attacchi alla Costituzione o di un presunto controllo politico sulla magistratura. È stato ricordato che la Carta costituzionale prevede espressamente procedure di revisione per adeguare le norme ai mutamenti della società e che l’articolo 104 tutela e garantisce l’autonomia e l’indipendenza del potere giudiziario, soggetto soltanto alla legge. Incisivo anche l’intervento dell’avvocato Martina De Giacomo, che ha richiamato la necessità di dire basta a una comunicazione improntata alla paura e alla disinformazione, ribadendo come il dibattito debba fondarsi su dati reali e non su scenari allarmistici privi di fondamento. L’avvocato Chiaia ha concordato nel definire la riforma una riforma di civiltà, capace di rafforzare le garanzie del giusto processo e di liberare la magistratura da logiche correntizie, evidenziando come nelle aule di giustizia si percepisca il rapporto di colleganza tra accusatore e giudicante.


Numerosi e qualificati anche gli interventi dal pubblico, tra cui quelli del presidente della Camera Penale Roberto Le Pera, di Pietro Perugini, Antonio Palermo, Francesco Santelli, Franco Pichierri e di altri esponenti della sinistra cittadina favorevoli al Sì. Significativo, infine, il contributo dell’on. Oliverio, che ha rimarcato la presenza consistente di esponenti della sinistra e di magistrati schierati per il Sì. L’incontro si è concluso con un ampio e partecipato confronto con i cittadini, confermando l’interesse della comunità cosentina per una riforma ritenuta decisiva per l’equilibrio del sistema giustizia e per la piena attuazione dei principi costituzionali.
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