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Cannabis in adolescenza, lo studio: «Rischio doppio di psicosi e bipolarismo»

Una ricerca pubblicata su Jama Health Forum su oltre 463 mila giovani Usa collega l’uso nell’ultimo anno di adolescenza a un forte aumento dei disturbi psichiatrici entro i 26 anni

Pubblicato il: 23/02/2026 – 12:00
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Cannabis in adolescenza, lo studio: «Rischio doppio di psicosi e bipolarismo»

Un ampio studio statunitense lancia un nuovo allarme sul consumo di cannabis tra gli adolescenti. La ricerca, pubblicata su Jama Health Forum, ha seguito oltre 463 mila ragazzi tra i 13 e i 17 anni fino ai 26 anni, analizzando le cartelle cliniche raccolte tra il 2016 e il 2023 durante le visite pediatriche di routine.
I dati mostrano che chi aveva fatto uso di cannabis nell’ultimo anno di adolescenza presentava un rischio circa doppio di sviluppare, nei primi anni dell’età adulta, disturbi psicotici o bipolari. Più elevata anche la probabilità di andare incontro a depressione e ansia. In media, il consumo precedeva la diagnosi psichiatrica di quasi due anni, suggerendo una possibile relazione temporale tra esposizione e insorgenza dei disturbi.
Secondo Lynn Silver, del Public Health Institute, la crescente potenza dei prodotti e la loro diffusione commerciale rendono la questione ancora più delicata. Negli Stati Uniti la cannabis resta la sostanza illecita più usata tra i giovani: le indagini nazionali indicano percentuali in aumento con l’età scolastica e concentrazioni di THC oggi molto più alte rispetto al passato, con fiori che superano il 20% e concentrati che arrivano oltre il 90%.
Un elemento rilevante dello studio è che l’associazione con i disturbi mentali persiste anche tenendo conto di eventuali precedenti problemi psicologici o dell’uso di altre sostanze. Inoltre, il consumo risulta più frequente tra adolescenti provenienti da contesti socio-economici svantaggiati, un dato che solleva interrogativi sull’impatto delle disuguaglianze e sulle possibili ricadute in termini di salute pubblica.
Gli autori invitano quindi a non sottovalutare il fenomeno: prevenzione, informazione basata su evidenze scientifiche e attenzione ai giovani vengono indicate come priorità per limitare i rischi a lungo termine.

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