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Maxi frode sul “Superbonus”, sequestri per 1,8 milioni

Operazione della Guardia di Finanza di Messina

Pubblicato il: 26/02/2026 – 8:35
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Maxi frode sul “Superbonus”, sequestri per 1,8 milioni

Crediti d’imposta per quasi 1,8 milioni di euro ottenuti indebitamente grazie al Superbonus 110%. È il bilancio di un’indagine della Guardia di Finanza di Messina che ha portato al sequestro di somme e beni per oltre 1,8 milioni di euro e alla denuncia di cinque persone e di una società. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Patti, ci sono presunti interventi di riqualificazione edilizia su un complesso condominiale del comune pattese, formalmente finalizzati al miglioramento sismico ed energetico dell’edificio. Secondo gli investigatori, però, i lavori sarebbero stati in parte mai eseguiti o realizzati solo parzialmente, con costi gonfiati rispetto a quelli effettivi. I crediti, legati a Sismabonus ed Ecobonus, sarebbero stati generati anche grazie al contributo di professionisti – due ingegneri, un architetto e un commercialista – che avrebbero attestato la regolare esecuzione degli interventi attraverso asseverazioni e stati di avanzamento ritenuti non veritieri. Una volta maturati, i crediti d’imposta sarebbero stati ceduti tramite il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura, per poi essere monetizzati attraverso successive operazioni con istituti di credito e altri soggetti. Le Fiamme Gialle della Tenenza di Patti hanno ricostruito il sistema attraverso accertamenti documentali e contabili, sopralluoghi tecnici e analisi dei flussi finanziari. Sulla base degli elementi raccolti, il Gip del Tribunale di Patti ha disposto il sequestro preventivo – diretto e per equivalente – per 1.854.002,19 euro. In fase esecutiva sono stati bloccati oltre 1,1 milioni di euro sui conti correnti riconducibili agli indagati, mentre per la restante parte il sequestro ha riguardato beni immobili tra fabbricati e terreni in Sicilia.

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