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Operazione “Pandora”

Dal Clan del Golfo alla ‘ndrangheta, catturato il broker finanziario “Medio Labio”: movimentava i capitali del narcotraffico – VIDEO

Comunicazioni criptate e sistema Hawala per muovere 147 miliardi di pesos. Il suo nome compare in accertamenti anche in Italia e Spagna

Pubblicato il: 28/02/2026 – 9:37
di Giorgio Curcio
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Dal Clan del Golfo alla ‘ndrangheta, catturato il broker finanziario “Medio Labio”: movimentava i capitali del narcotraffico – VIDEO

Un altro tassello del puzzle, un altro pezzo che cade. Con l’operazione “Pandora” condotta in terra colombiana, a Medellín, è caduto nella trappola della polizia colombiana, della Guardia Civil spagnola ed Europol Jhon Henry González Herrera, alias “Medio Labio”. Non un capo militare, ma un gestore di capitali. Almeno questo è profilo emerso come ricostruito dalla stampa colombiana. Già perché secondo gli investigatori, González Herrera sarebbe stato uno dei principali snodi finanziari dell’ormai noto “Clan del Golfo”, organizzazione che ha solidi legami anche oltreoceano con la ‘ndrangheta calabrese. Secondo le autorità colombiane, “Medio Labio” avrebbe avuto il compito di «coordinare e movimentare risorse provenienti dal narcotraffico internazionale». Quindi il suo ruolo non sarebbe stato operativo sul campo, ma strategico sul piano economico: gestione dei flussi, compensazioni, collegamenti esteri.

Comunicazioni cifrate e sistema Hawala

L’indagine che ha portato alla sua cattura nei giorni scorsi si sarebbe basata sull’analisi di comunicazioni provenienti da piattaforme di messaggistica criptata. Da quei contenuti le autorità hanno documentato operazioni finanziarie per circa 147 miliardi di pesos, anche attraverso il sistema informale “Hawala”, noto meccanismo già visto in Italia, ad esempio, con le organizzazioni di trafficanti di migranti oppure nei business in cui sono inseriti cittadini cinesi. Un meccanismo che consente trasferimenti transnazionali fuori dai circuiti bancari tradizionali, rendendo più complessa la tracciabilità dei fondi e favorendo il riciclaggio su scala globale.

‘Ndrangheta e “La Calabresa”

Ma cosa c’entra il nuovo arresto in Colombia con l’Europa e la ‘ndrangheta? Secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini portate sul campo dalla Dijín – unità d’élite della Polizia Nazionale Colombiana nata proprio per combattere il crimine organizzato, il narcotraffico e la corruzione – il nome di “Medio Labio” comparirebbe in accertamenti svolti sia in Spagna che in Italia per «possibili relazioni con strutture come la ’ndrangheta, la cosiddetta “La Calabresa”, la Mocro Maffia e cartelli messicani». Nessun clan specifico perché è il quadro generale che importa ovvero la figura – come già altri in passato – di intermediario finanziario capace di connettere produttori latinoamericani e reti di distribuzione europee.

Dalle Auc al Clan del Golfo

Come ricostruito da “El Tiempo”, il percorso criminale di González Herrera affonderebbe le radici nelle “Autodefensas Unidas de Colombia” (AUC) con rapporti con figure storiche del paramilitarismo come “Don Mario”, di cui è parente. Nel tempo avrebbe consolidato il proprio ruolo all’interno del “Clan del Golfo” come responsabile della gestione e della circolazione di capitali verso e dall’estero. Catturato nel 2008 per porto illegale di armi, tra il 2020 e il 2023 aveva affrontato un procedimento per riciclaggio conclusosi con la liberazione per insufficienza di prove. Coinvolta nell’operazione anche la Fiscalía – l’equivalente italiana della Guardia di Finanza – che gli contesta, tra l’altro, riciclaggio, arricchimento illecito e associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico.

L’operazione “Pandora”

L’operazione “Pandora” punta a colpire non solo i vertici operativi, ma le infrastrutture finanziarie che sostengono il traffico internazionale di cocaina. Se i collegamenti con ambienti mafiosi europei dovessero trovare conferme giudiziarie, l’arresto di “Medio Labio” rappresenterebbe un ulteriore elemento nella ricostruzione dei rapporti tra cartelli colombiani e organizzazioni criminali italiane, con la ’ndrangheta da anni centrale nelle rotte verso l’Europa. Il narcotraffico contemporaneo si gioca sempre meno sulle armi e sempre più sui flussi finanziari, sulle compensazioni informali e sulle comunicazioni cifrate. È su quel terreno che oggi si concentrano le indagini internazionali. (g.curcio@corrierecal.it)

Il video:

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