Nyumba, il pluripremiato docufilm di Paola Bottero e Francesco Del Grosso
Dal naufragio alla rinascita, storie di sopravvissuti che trasformano luoghi simbolici in spazi di memoria, integrazione e futuro

REGGIO CALABRIA Non solo il mare della tragedia, non solo la conta delle vittime. Nyumba, casa in Swahil, sceglie di raccontare quello che accade dopo. Dopo il viaggio, dopo la paura, dopo la sopravvivenza. Il docufilm pluripremiato ideato e scritto da Paola Bottero, diretto da Francesco Del Grosso e prodotto da Indaco Film con il sostegno della Calabria Film Commission, continua il suo percorso nelle città calabresi, registrando partecipazione e consapevolezza. Le tappe in Calabria, inizialmente previste in 13 città, sono diventate 16, a testimonianza dell’attenzione e della richiesta crescente da parte dei territori. Un percorso che ha toccato scuole, cinema e luoghi simbolici, trasformando ogni proiezione in un momento di confronto. La tappa di Reggio Calabria, al Cinema Teatro Odeon, ha confermato la forza di un progetto che unisce memoria, territorio e futuro. Paola Bottero è stanca ma felice del cammino che sta facendo Nyumba, “perché – dice – è il racconto corale delle storie dei migranti, ma è anche il racconto di una Calabria che non si arrende, che è casa, appunto, ed è accoglienza. Un’altra Calabria, la Calabria bella che non viene quasi mai raccontata. Impossibile raccontare le emozioni che stiamo raccogliendo in giro per questa meravigliosa Calabria. Tantissime”.

Dalla memoria delle stragi alla voce dei sopravvissuti
Il film si inserisce in una ferita ancora aperta, tra il 25 e il 26 febbraio 2023, il naufragio di Steccato di Cutro costò la vita a 94 persone, tra cui 34 bambini. E prima ancora il 3 ottobre 2013 la strage di Lampedusa provocò 368 morti accertati. Il cimitero Mediterraneo ha inghiottito vite, sono più di 34 mila dal 2014 ad oggi, che hanno segnato profondamente la coscienza collettiva.
Spesso il racconto pubblico si ferma alla tragedia, ai numeri, all’emergenza. Nyumba sceglie invece di andare oltre, di accendere i riflettori su ciò che accade dopo: sulle vite di chi è sopravvissuto e ha ricominciato.
Cinque storie, una nuova casa
I protagonisti sono Moussa Cissokho, Abdoulaye Balde, Alex Sowe, Hafsa e Sisì. Quattro uomini e una donna provenienti da Gambia, Senegal, Sierra Leone e Somalia. Hanno attraversato il Mediterraneo, sfiorato la morte, lasciato famiglie e radici. Oggi vivono e lavorano in Calabria, dove hanno trovato integrazione e dignità. Il racconto parte simbolicamente dalla spiaggia di Cutro e intreccia il viaggio della speranza con le vite precedenti nei Paesi d’origine. Le musiche di Marco Del Bene e la sand art di Rachele Strangis accompagnano un percorso emotivo che alterna dolore e rinascita. Tre settimane di riprese, più di sei mesi per il montaggio e tanto lavoro e passione, spiega il regista Del Grosso.
Caulonia, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Soveria Mannelli non sono più soltanto luoghi di sbarco: diventano spazi di appartenenza.

Il lungo applauso di Reggio Calabria
Al Teatro Odeon a Reggio Calabria la giornata si è aperta con l’incontro dedicato agli studenti delle scuole superiori. Sala gremita, attenzione assoluta. I ragazzi hanno seguito la proiezione in un silenzio intenso, interrotto solo dagli applausi spontanei nei passaggi più significativi del film.
Hanno reagito con partecipazione ai momenti più duri del viaggio e a quelli della rinascita, dimostrando maturità e sensibilità. Nel dibattito successivo, le domande sono state dirette e profonde, segno di un coinvolgimento autentico. Nel pomeriggio, nuova proiezione e dibattito aperto alla cittadinanza. Accanto all’autrice Paola Bottero e al regista Francesco Del Grosso, erano presenti due dei protagonisti, Moussa Cissokho e Alex Sowe, accolti con un lungo applauso, insieme alla presidente della Cooperativa Pathos Maria Paola Sorace, a Bruna Mangiola (Casa di Lena e Caritas), alla dirigente scolastica del Liceo scientifico Volta Maria Rosa Monterosso e al docente dell’Università per Stranieri Dante Alighieri Paolo Minuto.
“Ribaltare il punto di vista” è stata l’idea da cui è partita Paola Bottero. Non negare il dolore, ma mostrare ciò che può nascere dopo: integrazione, appartenenza, futuro. Il lungo applauso finale al Teatro Odeon ha suggellato una giornata in cui il cinema si è trasformato in memoria attiva e responsabilità collettiva. Perché Nyumba non è soltanto un documentario sulle migrazioni. È una storia di rinascita. E un invito, rivolto a tutti, a guardare oltre la tragedia.
L’ultima tappa a Lamezia Terme
Nyumba lunedì 2 marzo arriverà a Lamezia Terme (CZ), chiudendo così il tour (amento per ora). La protagonista Hafsa Abdoulahi Alì sarà presente, con la sceneggiatrice, il regista e la sand artist Rachele Strangis, ad entrambi gli appuntamenti. La mattina alle 10, all’auditorium del Liceo Campanella. Alle 18:00 la giornalista Maria Scaramuzzino modererà l’ultimo dibattito del tour. Ingresso gratuito al cinema teatro Costabile, con il sindaco Mario Murone, don Giacomo Panizza, fondatore della Comunità Progetto Sud, Giampaolo Calabrese, direttore Calabria Film Commission.
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