La road map al Comune di Catanzaro: bilancio e rimpasto di Giunta. Fibrillazioni nel centrosinistra
Centrodestra “inabissato” dopo la fallita spallata, ora le acque sembrano agitate più nel fronte progressista per la “fase nuova” evocata dal sindaco Fiorita

CATANZARO Il centrodestra sembra aver scelto la linea dell’inabissamento, del silenzio, della decantazione, demandando alle trattative dentro le quinte rivendicazioni e malumori, in particolare quelli di Forza Italia nei confronti degli alleati, in primis la Lega. Il centrosinistra invece, come da ormai consolidata dinamica interna, le parole non le nasconde, affidandole a documenti che girano di chat in chat finendo puntualmente nelle email delle redazioni. Il dopo crisi “fantasma” a Catanzaro – la mancata “spallata” al sindaco Nicola Fiorita da parte di buona parte dell’opposizione – è un film dai tratti molto particolari, come del resto si conviene a una consiliatura nata “strana”, con una maggioranza di centrosinistra che in realtà è una minoranza e un centrodestra che in linea teorica ha i numeri per fare il bello e il cattivo tempo al Comune ma non ci riesce perché c’è un “mondo di mezzo” che sfugge come acqua sulle pietre. E però, a distanza di alcuni giorni dalla certificazione del fallimento del blitz del centrodestra per tornare al voto già a maggio, alla fine il tavolo dei problemi sembra essersi rovesciato ed è il centrosinistra che ora deve fare i conti con le proprie difficoltà interne. Indubbiamente Fiorita è uscito rafforzato da questa vicenda – anche nella possibilità di una sua ricandidatura – ma il futuro per lui è fatto di tante sfide, politiche e amministrative, che richiedono stavolta un approccio molto più risoluto e meno democristiano alle cose rispetto al passato.
Verso il rimpasto
Secondo quanto trapela da fonti di Palazzo De Nobili, il sindaco avrebbe in realtà già in mente la road map, che prevede un tagliando della Giunta una volta superato indenne anche il prossimo step sul bilancio, atteso in Consiglio comunale tra l 9 e il 10 marzo. Del resto, è stato lo stesso Fiorita a farlo capire parlando di una “nuova fase” che inevitabilmente si è aperta dopo aver scavallato la crisi “fantasma”. Insomma, anche secondo gli analisti una volta incassato il voto favorevole sul bilancio (confidando ovviamente nel “mondo di mezzo”) il sindaco – stamattina tornato ai consueti “Pensieri della Domenica” – verosimilmente metterà mano alla squadra di governo. In che termini, le teorie sono disparate: c’è chi parla di una rimodulazione delle deleghe, chi invece – e questo è l’approdo più probabile – dell’avvicendamento di almeno due assessori, quindi di un rimpasto di Giunta vero e proprio . Sotto i riflettori in particolare la posizione del vicesindaco Giusy Iemma, big del Pd, che secondo i “bene informati” potrebbe pagare in qualche modo la sua vicinanza con Fabio Celia, ex capogruppo dem ed ex dem e oggi forse il più fiero oppositore di Fiorita. Uno “snodo” delicatissimo, questo relativo alla Iemma, perché potrebbe “stressare” ancora una volta e ancora di più i rapporti tra Fiorita e il Pd, mai idilliaci (oltre a lacerare ancora di più il Pd territoriale, completamente “abbandonato” da quello regionale). Ma oltre a questo ci sono poi gli altri alleati di centrosinistra che già fremono, come ha fatto capire ieri Sinistra Italiana ponendo in un documento alcune questioni politiche piuttosto serie, come la reale discontinuità nei rapporti, finora molto formali, e la chiarezza sul perimetro della coalizione e sulle cose da fare per la città (soprattutto nel campo dell’urbanistica). Temi che Fiorita e i partiti – si dice da fonti qualificate – già domani potrebbero approfondire in una prima riunione che si preannuncia nervosetta. Quello che è certo comunque è che nel centrosinistra sono già iniziate le “manovre” (se grandi o piccole, toccherà aspettare gli eventi). (a. c.)
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