Nicola Irto in Senato: «Calipari simbolo di coraggio e senso dello Stato»
In Aula il senatore e segretario regionale del Pd ha ricordato il sacrificio del funzionario del Sismi ucciso a Baghdad mentre proteggeva Giuliana Sgrena

ROMA «Ci sono storie che non hanno tempo, scelte che parlano di enorme coraggio e di straordinaria umanità. “Ti puoi togliere le bende sei tra amici, non avere paura torniamo a casa” sono le parole di Nicola Calipari a Giuliana Sgrena e danno la dimensione del servizio, del senso del dovere. Era il 4 marzo 2005 a Baghdad e Nicola Calipari stava riportando in salvo la giornalista Giuliana Sgrena. Morì proteggendola con il proprio corpo. E’ un’immagine emblematica per il nostro Paese. Quel gesto testimoniò la responsabilità, il coraggio, il senso del dovere: valori che appartengono ai fondamenti della nostra Repubblica. Ed è un dovere della memoria pubblica ricordare Calipari». Lo ha detto in Aula il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Pd in Calabria. «Calipari apparteneva a quella categoria dei servitori dello Stato – ha continuato Irto – che non cercano la luce dei riflettori, ma l’attraversano per il dovere. La sua morte, avvenuta mentre proteggeva la giornalista appena liberata, è un gesto esemplare perché narra di come la sicurezza degli altri possa valere più della propria, un’immagine che commuove perché fatta di un’etica antica. Il suo nome è diventato un simbolo, la sua storia continua a parlare e ci ricorda che la sicurezza, la libertà, la democrazia non sono concetti astratti ma sono costruiti con gesti concreti, spesso invisibili, a volte tragicamente irreversibili. Perché accanto al servitore dello Stato, c’era un uomo, un marito, un padre, un calabrese, educato al senso del dovere di custodire la vita degli altri e la dignità del proprio Paese».
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