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sanità (e altro)

«Accordo con Meloni, Schillaci e Giorgetti per uscire dal commissariamento. I medici cubani? Restano in Calabria»

Il presidente Occhiuto a Crotone: stiamo cercando di resistere a varie pressioni, dimostrando forza anche nei confronti dei tecnici del Mef e della Salute

Pubblicato il: 06/03/2026 – 22:40
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«Accordo con Meloni, Schillaci e Giorgetti per uscire dal commissariamento. I medici cubani? Restano in Calabria»

CROTONE «C’è un accordo politico tra la premier Giorgia Meloni, la Regione Calabria e i ministri Giorgetti e Schillaci. Inoltre, è in corso una fitta interlocuzione tra gli uffici regionali, il ministero della Salute e il Mef, poiché l’uscita dal commissariamento richiede la sottoscrizione di un nuovo piano di rientro». A dirlo – secondo quanto riporta l’Ansa . il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, a Crotone, parlando dall’uscita della regione dal commissariamento per la sanità. «Desidero un piano – ha aggiunto – che non sia un ‘capestro’ per la Calabria: il mio obiettivo è uscire dal commissariamento e, successivamente, anche dal piano di rientro. Se per uscire dal commissariamento mi chiedessero di firmare un accordo che porterebbe a un nuovo commissariamento immediato, non sarebbe una buona soluzione. Peraltro, stiamo cercando di resistere a varie pressioni, dimostrando forza anche nei confronti dei tecnici del Mef e della Salute».

«I medici cubani restano in Calabria»

«I medici cubani che lavorano negli ospedali in Calabria restano”. Lo ha detto stasera il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, a Crotone, a margine di una iniziativa sul referendum. Oggi ha incontrato l’ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia Jorge Luis Cepero Aguilar. “Ho ricevuto l’ambasciatore su sua richiesta – ha detto -. Ho ritenuto giusto accoglierlo perché in Calabria da diversi anni operano molti medici cubani che offrono un’assistenza sanitaria di alta qualità e supportano numerosi pronto soccorso. In precedenza avevo ricevuto anche il console americano e i rappresentanti dell’ambasciata, i quali chiedevano sostanzialmente di porre fine a questo programma. Ho spiegato loro che i bisogni di salute dei calabresi vengono prima di ogni altra considerazione. Avevamo in programma di assumere altri medici cubani fino ad arrivare a mille. Ho ribadito agli americani che i medici attualmente presenti resteranno; se poi loro sono in grado di trovarci altri professionisti per i nostri ospedali, saremo felici di accoglierli. L’importante è che gli ospedali e i pronto soccorso non rimangano sguarniti”. “Devo però aggiungere – ha puntualizzato Occhiuto secondo quanto riporta l’Ansa – che la situazione sta migliorando grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni sui corsi di laurea in medicina e sulle specializzazioni. Oggi, finalmente, i concorsi e le manifestazioni di interesse per i medici registrano più domande rispetto al passato, quando andavano deserti. Sono convinto che da qui a qualche anno riusciremo a superare la carenza di personale, grazie a scelte che si riveleranno lungimiranti, come l’apertura di nuovi corsi di laurea in medicina in Calabria».

«Una riforma per garantire giudici terzi»

“Questa è a tutti gli effetti la riforma di Forza Italia. Credo sia un modo per rendere i magistrati e i giudici più indipendenti. Non è assolutamente una riforma che blocca le inchieste. Anzi, molti sostengono che le farà aumentare, trasformando il Pm in una sorta di ‘super poliziotto’. Le riforme non si fanno per incidere sul numero delle inchieste, ma per garantire ai cittadini un sistema giudiziario in cui il giudice sia veramente terzo”. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria e vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto intervenendo a Crotone a un’iniziativa del partito per sostenere le ragioni del “Sì” al referendum sulla giustizia. All’incontro hanno preso parte anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulé, e il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (collegato da remoto), reduci nella stessa mattinata da un appuntamento analogo a Catanzaro. Presenti anche il coordinatore regionale del partito Francesco Cannizzaro ed il consigliere regionale Sergio Ferrari. “Negli ultimi anni – ha aggiunto Occhiuto – abbiamo visto il forte potere di condizionamento esercitato dalle correnti nella scelta dei magistrati: con il sorteggio, questo non avverrà più. Abbiamo anche notato come, a volte, le valutazioni di merito sul lavoro dei magistrati siano state poco applicate. Con un’Alta Corte preposta a valutarne l’operato, ci sarà una maggiore attenzione. È un punto di partenza per intervenire sull’amministrazione della giustizia, che spesso ha evidenziato gravi storture. Oggi il nostro processo prevede, solo in linea di principio, la presenza del Pm da una parte, dell’avvocato dall’altra e di un giudice terzo ma nella realtà non accade sempre così. Questa riforma si pone proprio tale obiettivo”. “Purtroppo – ha concluso Occhiuto – la questione è molto politicizzata: numerosi esponenti di sinistra, che in passato sostenevano il sorteggio per i componenti del Csm, oggi vi si oppongono al solo scopo di usare il referendum contro il Governo Meloni, dimenticando le proprie posizioni storiche. Evidente che, se le forze del ‘No’, unite unicamente contro il Governo, dovessero vincere, utilizzerebbero questo risultato per sostenere che l’esecutivo Meloni è indebolito”.

La vertenza Konecta

“Il lavoro e i dipendenti vengono prima di tutto, se necessario la Regione investirà ulteriori fondi”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, ha commentato la vicenda che interessa quasi 700 dipendenti di Konecta R in particolare a Crotone. Questa mattina c’era stato anche un incontro con l’impresa ed i sindacati sull’andamento del progetto di dematerializzazione e la necessità di garantire una prospettiva occupazionale stabile ai lavoratori impiegati su questa attività. Konecta R, che gestisce l’appalto per conto di Tim, infatti ha chiesto di poter accedere alla Cassa integrazione in quanto non ci sono altre cartelle da digitalizzare. “Per quanto riguarda i lavoratori dell’ex Abramo oggi con Konecta – ha detto Occhiuto – sanno che mi sono occupato di loro, specialmente nei momenti più complicati degli ultimi anni. Li ho a cuore e non cedo di un millimetro. Oggi abbiamo tenuto una riunione con i sindacati e con l’assessore Calabrese. Continuerò a dialogare con il Poligrafico dello Stato, che è il committente di questa commessa, affinché il centro di Crotone e l’intera Calabria diventino un hub nazionale per la dematerializzazione”. Occhiuto lancia un messaggio all’azienda: “Forse sarebbe servita una maggiore capacità commerciale da parte di chi ha gestito l’attività negli ultimi mesi. Noi abbiamo investito complessivamente 20 milioni di euro. È come se avessimo garantito l’apertura e il fatturato necessario per sostenere l’attività, auspicando però l’acquisizione di ulteriori commesse per far risparmiare risorse alla Regione. Tuttavia, poiché il lavoro e i dipendenti vengono prima di tutto, se necessario la Regione investirà ulteriori fondi. Il progetto deve essere reso sostenibile tramite altre commesse: dato che tutte le regioni devono dematerializzare, sarebbe stato utile intercettare anche le loro richieste”. (Ansa)

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