Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 7:24
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

Il “caso”

Ritardi, rimpalli di responsabilità, rischi per la salute: il “libro nero” della bonifica di Crotone

La relazione annuale sulla attività della Commissione Ecomafie dedica un capitolo ad hoc alla lunga e intricata vicenda

Pubblicato il: 06/03/2026 – 6:18
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Ritardi, rimpalli di responsabilità, rischi per la salute: il “libro nero” della bonifica di Crotone

LAMEZIA TERME «Le audizioni hanno confermato che la gestione dei rifiuti rimane il nodo centrale irrisolto: i rifiuti non pericolosi devono essere conferiti fuori dalla Calabria, mentre i rifiuti pericolosi sono destinati all’estero, in attesa delle autorizzazioni per la notifica transfrontaliera. Tuttavia, con l’entrata in vigore del Regolamento (Ue) 2024/1157 (applicabile dal 21 maggio 2026), le esportazioni saranno fortemente limitate, imponendo lo smaltimento interno qualora tecnicamente ed economicamente sostenibile». E’ quanto si legge nella relazione annuale sulla attività della Commissione Ecomafie – la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti ambientali – con riferimento alla situazione della bonifica del Sin di Crotone: la relazione, redatta dal presidente della Bicamerale Jacopo Morrone, rappresenta un bilancio del “filone” di indagine specifico dedicato al Sin di Crotone con audizioni e anche con un sopralluogo nel capoluogo pitagorico, il tutto comunque messo nero su bianco in un dossier ad hoc per Crotone a firma dello stesso Morrone e del senatore del Pd Nicola Irto.

Il bilancio

«Il quadro complessivo – si evidenzia ancora nella relazione annuale della Commissione Ecomafie – mette in luce che i ritardi, le varianti progettuali mai rese operative e l’assenza di siti di conferimento definiti hanno generato un danno ambientale e sociale che continua a gravare sul territorio e sulla salute pubblica, aggravio dei costi e rischio di aggravamento della contaminazione; esposizione crescente a rischi criminali e distorsioni negli appalti. In conclusione, il procedimento di bonifica del Sin di Crotone presenta gravi lacune: persistente incertezza sulla gestione dei rifiuti pericolosi e Tenorm; ritardi procedimentali, insufficienza delle misure di messa in sicurezza ad oggi adottate e mancanza di chiarezza nelle responsabilità; aggravio dei costi e rischio di aggravamento della contaminazione; esposizione crescente a rischi criminali e distorsioni negli appalti». «Tenuto conto di tali criticità», nella relazione si ribadisce «la necessità di un intervento normativo e istituzionale che assicuri il rispetto del principio “chi inquina paga”, riduca i margini di conflittualità politica e amministrativa e garantisca l’effettiva tutela dell’ambiente e della salute delle comunità locali…». La Commissione infine sottolinea «l’esigenza di un intervento urgente e coordinato, volto a chiarire le competenze, superare le incongruenze normative e garantire la tutela dell’ambiente e conseguentemente la salute pubblica, mediante strumenti straordinari, nonché un controllo costante da parte delle istituzioni centrali e dell’autorità giudiziaria». (a.c. – m.r.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x