«L’Iran non si arrenderà mai»
Pezeshkian a Trump: il sogno della resa incondizionata ve lo porterete nella tomba

ROMA Il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha detto oggi che il Paese non si arrenderà mai, replicando indirettamente all’omologo statunitense Donald Trump, che ha vincolato la fine degli attacchi contro la Repubblica islamica alla resa incondizionata di Teheran. In un discorso televisivo, Pezeshkian ha affermato: “Porteranno i loro sogni di una nostra resa incondizionata nella tomba”. Stamattina Pezeshkian ha anche annunciato che, d’ora in poi, l’Iran non colpirà più i Paesi vicini, a meno che non siano loro a lanciare attacchi contro l’Iran. “Mi scuso personalmente con i Paesi vicini che sono stati colpiti dall’Iran”, ha detto il presidente, aggiungendo che le forze armate hanno ricevuto l’ordine dal governo provvisorio di evitare attacchi sui vicini e di privilegiare la diplomazia. Pezeshkian ha inoltre ammonito le nazioni del Golfo a non diventare “strumento dell’imperialismo”. Non è chiaro se le nuove direttive siano già entrate in vigore: dopo il discorso del presidente, infatti, sono proseguite intercettazioni di missili e droni nei cieli degli Emirati Arabi Uniti e le sirene sono suonate a Bahrein. Negli ultimi giorni, il bombardamento iraniano dei Paesi del Golfo aveva causato la chiusura dello spazio aereo e la fuga di numerosi viaggiatori dalla regione. L’Iran è guidato provvisoriamente da un consiglio di tre membri, dopo la morte del leader supremo Ali Khamenei: Pezeshkian, il capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei e il religioso Alireza Arafi. (Nova)
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