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un mese di mobilitazioni

Sciopero generale 9 marzo, ecco i settori a rischio

Possibili ripercussioni su attività pubbliche e private in tutto il Paese

Pubblicato il: 09/03/2026 – 9:05
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Sciopero generale 9 marzo, ecco i settori a rischio

ROMA Il mese di marzo si apre con una giornata ad alta tensione sul fronte sindacale. Oggi, lunedì 9 marzo, mobilitazioni di portata nazionale coinvolgono un’ampia parte di lavoratori, con possibili ripercussioni su attività pubbliche e private in tutto il Paese. Marzo si preannuncia come un mese complesso sul fronte delle proteste sindacali, con molti scioperi e possibili ripercussioni su trasporti, scuola, servizi pubblici e voli.
L’astensione dal lavoro potrebbe incidere su diversi servizi, pur restando garantite le prestazioni indispensabili. Le proteste si inseriscono nel contesto della Giornata internazionale dei diritti delle donne ed è perlopiù escluso dallo sciopero il settore dei trasporti, visto che tutte le sigle sindacali, a eccezione di Slai Cobas, hanno indetto lo sciopero generale tenendo fuori i lavoratori del comparto (ma già dopodomani, mercoledì 11 marzo, ci sarà uno sciopero dei lavoratori di Italo, la compagnia ferroviaria di treni ad alta velocità: è stato proclamato dal sindacato Uilt-Uil e durerà dalle 9 alle 17). Ecco cosa sapere.

I sindacati

Da una parte, le organizzazioni Usi Surf, Cub Sur, Adl Cobas, Slai Cobas per il sindacato di classe, Confederazione Usb e Clap hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore rivolto a personale di ogni comparto, dalle amministrazioni pubbliche al settore privato e cooperativo. Parallelamente, l’Usi, cioè l’Unione Sindacale Italiana, ha indetto una distinta agitazione nazionale, sempre per l’intera giornata, che riguarda lavoratori a tempo determinato e indeterminato con contratti precari o atipici. La Cgil in una nota ha annunciato un’intera giornata di astensione dal lavoro nei settori di scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e istruzione non statale. La mobilitazione, della durata di 24 ore salvo i servizi inderogabili, punta a richiamare l’attenzione sul tema della parità di genere. 
Al centro delle rivendicazioni figura il divario retributivo tra uomini e donne. Secondo il sindacato, l’Italia continua a registrare livelli elevati di gender pay gap e una forte incidenza di occupazione povera e precaria. Viene inoltre denunciata la persistente disparità nella distribuzione del lavoro di cura, che graverebbe ancora in larga misura sulle donne, così come la scarsa valorizzazione economica delle professioni a prevalenza femminile. Tra i motivi di contestazione rientra anche il recente Disegno di legge in materia di violenza sessuale, in particolare per il passaggio dal principio del consenso esplicito a quello del dissenso. Per le sigle promotrici, lo sciopero rappresenta uno strumento di lotta che non si esaurisce nelle ricorrenze dell’8 e 9 marzo, ma si traduce in un impegno costante nei luoghi di lavoro e nella società.

La scuola e le università

Sul fronte dell’istruzione, con l’avviso n. 42 del 2 marzo 2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha fornito indicazioni operative relative allo sciopero che coinvolge il Comparto e l’Area Istruzione e Ricerca – Settore Scuola. L’Usi, insieme alle sigle aderenti, ha proclamato l’astensione generale per tutte le categorie pubbliche e private, mentre la Flc Cgil ha indetto uno sciopero nazionale specifico per il personale dell’Istruzione e Ricerca. Le conseguenze per studenti e famiglie potrebbero tradursi in lezioni sospese, classi prive di docenti e uffici scolastici non operativi. L’entità dei disagi varierà in base al tasso di adesione del personale: ciascun istituto scolastico e ogni ateneo comunicheranno eventuali modifiche o interruzioni del servizio.

Pubblico impiego e sanità

Interessato anche il settore del pubblico impiego, dai Vigili del Fuoco (per loro lo sciopero sarà dalle 9 alle 13) alla Pubblica Amministrazione. Escluso il personale appartenente al Corpo di Polizia Municipale del Comune di Bologna ed il personale della Residenza San Biagio – Mugnano di Napoli. Per quanto riguarda il comparto sanitario, l’astensione dal lavoro coinvolge il personale impiegato nelle strutture della sanità pubblica, nei servizi sociosanitari e socioassistenziali, includendo anche gli operatori che lavorano in realtà esternalizzate o che operano in regime di convenzione e appalto con il Servizio sanitario nazionale, con le Regioni o con gli enti locali. La mobilitazione interessa dunque non solo ospedali e Asl, ma anche Rsa, strutture riabilitative, centri di assistenza e servizi territoriali. Lo sciopero coprirà un arco temporale più ampio rispetto alla semplice giornata del 9 marzo 2026: l’astensione potrebbe iniziare già dal turno montante previsto per la notte tra l’8 e il 9 marzo e concludersi con l’ultimo turno smontante della giornata del 9 marzo. In questo modo saranno coinvolti anche i lavoratori impegnati nei servizi h24 e nei turni notturni, che rappresentano una componente essenziale dell’assistenza continua. Resteranno comunque garantite, come previsto dalla normativa vigente sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, le prestazioni indispensabili e le attività urgenti, a tutela della salute dei cittadini. Potranno invece verificarsi rallentamenti o rimodulazioni per visite programmate, esami non urgenti e altre prestazioni differibili, con modalità che saranno comunicate dalle singole strutture sanitarie.

Il 18 disagi per chi viaggia

Mercoledì 18 marzo sarà il trasporto aereo a essere in forse, per una serie di scioperi che colpiscono contemporaneamente servizi di terra, handling e personale navigante a livello nazionale. A Linate e Malpensa sciopero di 24 ore del personale Airport Handling/Dnata (sindacato Ost Cub Ttrasporti); solo a Malpensa sciopero di 24 ore del personale Alha (sindacato Ost Cub Ttrasporti); per EasyJet c’è lo sciopero di 4 ore (13-17-) del personale navigante (Usb Lavoro Privato); in Ita Airways sciopero di 4 ore (13-17) del personale di terra e di volo (Usb Lavoro Privato).

Il 27 sciopero dei giornalisti

A marzo scioperano anche i giornalisti. Nell’ambito della vertenza per il rinnovo contrattuale, che si protrae ormai da due anni, la Federazione nazionale della stampa italiana ha proclamato due giornate di sciopero unitario: venerdì 27 marzo e giovedì 16 aprile. Il 1° aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Fnsi convoca anche una manifestazione nazionale a Torino: iniziativa che vuole unire sia i temi del rinnovo contrattuale, sia la crisi che riguarda le testate e le radio del gruppo Gedi (La Stampa, già acquistata dal gruppo Sae, e La Repubblica).


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