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l’udienza

Naufragio Cutro, la Capitaneria negò l’accesso diretto a file audio

Nel corso del processo è emerso che il Comando generale ha impedito ai carabinieri l’accesso ai server dell’Imrcc di Roma per «motivi di sicurezza». I file delle conversazioni sono stati copiati su d…

Pubblicato il: 10/03/2026 – 19:43
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Naufragio Cutro, la Capitaneria negò l’accesso diretto a file audio

CROTONE Il Comando generale delle Capitanerie di porto ha negato ai carabinieri di Crotone l’acquisizione diretta delle conversazioni registrate nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, data del naufragio di Steccato di Cutro in cui morirono 94 persone. Il particolare è emerso durante la sesta udienza del processo sui presunti ritardi nei soccorsi al caicco “Summer Love“. Secondo quanto riferito in aula dai militari del Nucleo investigativo dell’Arma che hanno condotto le indagini su delega della Procura, l’accesso diretto ai sistemi informatici dell’Imrcc (Italian maritime rescue coordination centre) di Roma non è stato consentito per «motivi di sicurezza». Il maresciallo Salvatore Talerico e il luogotenente Cosimo Minosa hanno spiegato che «il Comando generale ha preferito riversare i dati su un dvd vergine, consegnato poi agli inquirenti, per evitare potenziali rischi di “contagio” dei sistemi tramite spyware o malware». Ad «illustrare la problematica della sicurezza è stato il capitano Gianluca D’Agostino che ci ha ricevuti a Roma» ha specificato Minosa evidenziando che «l’acquisizione è stata fatta da un operatore della Capitaneria. Accanto c’era il consulente della Procura e noi». Il controesame dei testimoni, sollecitato dai legali degli imputati, ha poi evidenziato una discrepanza tecnica tra i file audio acquisiti all’Imrcc di Roma e quelli prelevati presso il V Mrsc della Capitaneria di Reggio Calabria. Nell’audio estratto a Roma mancherebbe un frammento di conversazione presente invece nel file di Reggio Calabria, relativo a uno scambio tra la Guardia costiera regionale e il Roan della Guardia di finanza di Vibo Valentia. La frase mancante nel supporto romano sarebbe: «Al momento… noi… unità da far uscire… non». Il processo vede imputati 4 ufficiali della Finanza e 2 della Guardia Costiera: Alberto Lippolis (comandante del Roan di Vibo), Giuseppe Grillo (capoturno della sala operativa Roan), Antonino Lopresti (ufficiale in comando tattico Gdf), Nicolino Vardaro (comandante del Gruppo Aeronavale Gdf Taranto), Francesca Perfido (ufficiale Imrcc Roma) e Nicola Nania (V Mrsc Reggio Calabria).

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