«Nel campo della salute mentale è necessario passare dalla frammentazione dei bisogni a una risposta integrata»
In Cittadella la terza conferenza regionale. Curia: serve un’alleanza tra istituzioni, società scientifiche, terzo settore e mondo del volontariato

CATANZARO «Il nostro obiettivo è chiaro: passare dalla frammentazione dei bisogni a una risposta integrata, costruita insieme da istituzioni, società scientifiche, terzo settore e mondo del volontariato». Solo così si può dare una risposta reale ai problemi della salute mentale. Lo ha detto Rubens Cura, di Comunità Competente, alla terza conferenza regionale sulla Salute mentale che si svolge nella sede della Regione: allo stesso tavolo istituzioni e terzo settore, rappresentato dalle associazioni (circa 70) che compongono la Rete di Comunità Competente nel Coordinamento regionale per la Salute mentale.
“Dalla pianificazione all’azione”,
«Il filo conduttore di questa edizione – ha spiegato Curia – è “dalla pianificazione all’azione”, perché quando abbiamo organizzato la prima conferenza non esistevano ancora documenti programmatici in grado di attivare interventi concreti. Per questo chiedemmo alla Regione Calabria e al commissario di istituire innanzitutto un coordinamento regionale sulla salute mentale, composto da operatori del settore, università, associazioni e dipartimenti, con l’obiettivo di elaborare un piano d’azione regionale. Questo piano è stato poi effettivamente realizzato e pubblicato con un Dca nel gennaio 2025. Allo stesso modo abbiamo sostenuto l’introduzione del budget di salute, una proposta che avevamo già avanzato in precedenza perché rappresenta un modo nuovo di affrontare i bisogni di salute mentale. Non si tratta infatti – ha evidenziato il portavoce di Comunità Competente – di una cura standardizzata: ogni persona ha bisogni diversi e il budget di salute permette di costruire interventi personalizzati, come un “abito su misura”, intrecciando aspetti sanitari e sociali e favorendo l’integrazione. Anche su questo tema è stato attivato un tavolo tecnico con la partecipazione delle associazioni e nel gennaio 2025 è stato pubblicato un Dca che prevede una sperimentazione di 18 mesi. Dunque gli strumenti oggi esistono. Tuttavia – ha sostenuto Curia – dobbiamo denunciare con forza che, nonostante questi provvedimenti, non si è ancora passati all’azione. Ci sono state difficoltà, elezioni e rallentamenti amministrativi, ma i problemi delle persone non possono aspettare. Per questo chiediamo con decisione un cambio di passo: è il senso del nostro passaggio dalla pianificazione all’azione».
Il ruolo della Casa della Comunità
Curia ha quindi rilevato: «Parallelamente si sta lavorando anche ad altri ambiti importanti, come il piano per l’autismo e quello per le dipendenze. In tutti questi processi è fondamentale rafforzare l’alleanza tra le diverse componenti del sistema. Oggi i bisogni di salute non possono essere affrontati in modo frammentato: la persona è una e la risposta deve essere unitaria e integrata. Per questo riteniamo che il luogo centrale della presa in carico debba essere la Casa della Comunità, dove possono lavorare insieme professionisti sanitari, assistenti sociali e altri operatori, formando un’équipe multiprofessionale e interistituzionale. In una regione come la Calabria, con 14 distretti sanitari e oltre 40 ambiti territoriali sociali, questi spazi devono diventare il punto di incontro, confronto e programmazione».
Neuropsichiatria infantile
«Un’altra battaglia importante riguarda la neuropsichiatria infantile», ha poi osservato Curia, che ha definito «inaccettabile il fatto che in Calabria non ci siano posti letto dedicati: negli ultimi anni 786 bambini sono stati ricoverati fuori regione, con grandi disagi per le famiglie e una spesa di oltre 1,8 milioni di euro. Dopo un lungo percorso di pressione e confronto con la Regione, si è arrivati all’approvazione delle unità operative a Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria. Ora siamo nella fase decisiva: bandire i concorsi tramite Azienda Zero. Su questo punto non intendiamo arretrare».
L’intervento di Battistini
A portare il proprio contributo al confronto diversi rappresentanti istituzionali tra cui il commissario dell’Asp di Catanzaro, Antonio Battistini. «La salute mentale, in Calabria come nel resto d’Italia, è un tema su cui c’è ancora molta strada da fare. Negli ultimi anni è diventata sempre più centrale nel dibattito sul benessere psicofisico delle persone, anche all’attenzione del Ministero della Salute. Emergono infatti bisogni sempre più rilevanti, che riguardano sia gli adolescenti sia gli adulti e che incidono sulla capacità delle persone di vivere pienamente la propria dimensione di cittadini, di lavoratori e di individui. Oggi molte di queste dimensioni sono messe alla prova da nuove criticità e, per questo, l’impegno di chi opera nella salute mentale deve essere sempre più forte e anche diverso rispetto al passato. Per quanto riguarda la Calabria – ha rimarcato Battistini – la situazione riflette in parte il quadro nazionale: esistono realtà più strutturate e altre più fragili. Una delle principali difficoltà riguarda la carenza di alcune figure specialistiche, che non vengono formate in numero sufficiente rispetto ai bisogni della popolazione. Un altro aspetto fondamentale è il rafforzamento dell’integrazione con l’ambito sociale. Nella salute mentale si parla ancora troppo poco di prevenzione, che invece passa soprattutto attraverso i contesti sociali. Per questo è necessario mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, servizi sanitari, scuola e terzo settore, per costruire risposte che non siano solo di tipo sanitario o farmacologico, ma anche preventive e comunitarie. In questa direzione la Regione Calabria ha avviato alcune iniziative importanti. Tra queste, il progetto dello psicologo a scuola, che dimostra una particolare attenzione verso gli adolescenti, e il potenziamento delle strutture dedicate alla cura delle fasi acute. Sono interventi che – ha concluso Battistini – si inseriscono in un percorso più ampio, che richiede la collaborazione di molti attori e momenti di confronto come quello di oggi». (c. a.)
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