“DesTEENazione”, a Reggio un hub per i ragazzi
In via Cardinale Portanova il nuovo centro con attività educative, artistiche e percorsi contro la dispersione scolastica

REGGIO CALABRIA Per molti adolescenti le città sono fatte soprattutto di spazi da attraversare: scuole, strade, piazze, fermate dell’autobus. Luoghi dove passare, ma raramente dove fermarsi davvero. A Reggio Calabria da oggi c’è uno spazio pensato proprio per loro. In via Cardinale G. Portanova 184 è stato inaugurato lo Spazio Multifunzionale per Adolescenti, cuore del progetto “DesTEENazione – Desideri in azione”, un’iniziativa che mette al centro i giovani e il loro bisogno di incontro, ascolto e opportunità.
L’apertura della struttura rappresenta un passo importante per la città. Negli ultimi anni scuole, famiglie ed educatori avevano evidenziato sempre più chiaramente quanto fosse necessario creare luoghi dedicati agli adolescenti, capaci di offrire alternative positive al tempo trascorso senza punti di riferimento. Non solo un centro di aggregazione, ma uno spazio educativo dove coltivare interessi, sviluppare competenze e costruire relazioni.
Da questa consapevolezza nasce “DesTEENazione”, il progetto presentato dall’Ambito Territoriale Sociale di Reggio Calabria, con il Comune come ente capofila, e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà e finanziato destinando oltre 3,2 milioni di euro alla realizzazione dello spazio e alle attività che verranno sviluppate nei prossimi anni.
All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco facente funzioni Domenico Battaglia, il procuratore presso il Tribunale dei Minorenni Roberto Di Palma, il rettore dell’Università Mediterranea Giuseppe Zimbalatti, l’assessora comunale al Welfare Lucia Anita Nucera e il dirigente del Settore Welfare Francesco Barreca, insieme ai responsabili del progetto: la coordinatrice strategico-programmatica Elena Mundo, la coordinatrice tecnica della Linea 2 Maria Angela Cuzzola e il coordinatore tecnico delle Linee 3-6 Saverio Sergi, il consigliere regionale ed ex sindaco Giuseppe Falcomatà.

Un nuovo spazio per i giovani
Il nuovo spazio sarà aperto dal lunedì al sabato e accoglierà adolescenti dagli 11 ai 18 anni, con alcune attività dedicate anche ai giovani fino ai 21 anni. Al suo interno prenderanno forma attività aggregative e socioeducative pensate per favorire il benessere e lo sviluppo delle competenze personali e relazionali dei ragazzi. Ci saranno momenti di studio libero e guidato, spazi di socializzazione e gioco, ma anche laboratori creativi e attività di apprendimento informale come cineforum, fumettistica, musica, arti visive e teatro. Non mancheranno esperienze dedicate al benessere e alla crescita personale, tra cui difesa personale, primo soccorso, yoga e discipline olistiche.
Il progetto non si limiterà però alle attività dentro la struttura. Attraverso le azioni di educativa di strada, educatori e operatori incontreranno i ragazzi direttamente nei luoghi di ritrovo informali della città – piazze, quartieri, spazi pubblici – costruendo relazioni e coinvolgendoli in percorsi di partecipazione e protagonismo giovanile. Un’altra componente importante sarà rappresentata dai progetti Get Up – Giovani ed Esperienze Trasformative di Utilità sociale e Partecipazione, realizzati nelle scuole secondarie di secondo grado. Gli studenti saranno chiamati a ideare iniziative di utilità sociale per il territorio, come interventi di riqualificazione di spazi pubblici, attività a sostegno di gruppi vulnerabili o campagne di sensibilizzazione su temi ambientali e sociali.

Contro la dispersione scolastica
Il progetto dedica inoltre grande attenzione alla prevenzione della dispersione scolastica. Per i ragazzi tra i 16 e i 19 anni che hanno interrotto o rischiano di interrompere il percorso di studi saranno attivati percorsi formativi personalizzati costruiti insieme a scuole, servizi sociali e agenzie formative, con l’obiettivo di accompagnarli verso il reinserimento nel sistema educativo o verso percorsi di formazione professionale.
Accanto a queste iniziative sono previsti anche percorsi di supporto alla genitorialità, con momenti di accompagnamento psicologico ed educativo dedicati ai genitori, e attività di sostegno psicologico per i ragazzi, finalizzate alla promozione dell’intelligenza emotiva e allo sviluppo di competenze relazionali utili ad affrontare le difficoltà dell’adolescenza.
Per i giovani più grandi saranno attivati anche tirocini di inclusione, percorsi retribuiti di orientamento e formazione rivolti a ragazzi tra i 16 e i 21 anni segnalati o seguiti dai servizi sociali, con l’obiettivo di favorire autonomia e inserimento nel mondo del lavoro.

Un ruolo centrale per gli adolescenti
La vera novità del progetto, però, è il ruolo che avranno gli stessi adolescenti. Le attività dello spazio non saranno rigide o predefinite: verranno costruite e rimodulate nel tempo anche a partire dalle idee e dalle proposte dei ragazzi, che diventeranno protagonisti nella definizione dei laboratori e delle iniziative. Proprio per questo il procuratore Di Palma Proprio ha detto: «Oggi i ragazzi sono iperconnessi, ma rischiano di perdere il contatto umano, il dialogo diretto, il guardarsi negli occhi e lo scherzare insieme. Questi spazi servono a restituire ai giovani un senso di umanità spesso eroso dalla tecnologia.
Ai ragazzi dico: approfittate di queste occasioni. Non sempre ci sono punti di aggregazione nelle nostre città, e senza di essi i giovani rischiano di sentirsi persi. Stare insieme è essenziale: l’uomo è un animale sociale, non è fatto per isolarsi davanti a uno schermo. Pensate anche alle pizzerie: molti ragazzi si ritrovano insieme, ma ognuno col proprio telefono in mano, senza dialogo reale. Questo fenomeno ci disumanizza e dobbiamo esserne consapevoli.
Questo spazio non serve per “fare per forza”, ma per stare insieme. Se nasceranno collaborazioni con Tribunale e Procura, soprattutto per percorsi di messa alla prova per i giovani coinvolti nel circuito penale, saranno benvenute e rappresenteranno un passo importante.
Riappropriarsi della propria vita, dei propri spazi e della città è fondamentale».
Durante la mattinata inaugurale sono stati proprio gli studenti delle scuole coinvolte nei progetti Get-Up – il Liceo Artistico “Preti-Frangipane”, il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, il P.T.P. “Righi-Boccioni-Fermi” e il Convitto Nazionale “Tommaso Campanella” – ad animare l’evento con interventi e momenti artistici, offrendo un primo esempio di quel protagonismo giovanile che il progetto vuole promuovere. (redazione@corrierecal.it)
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