‘Ndrangheta e narcos in Colombia, svelati i contatti tra il broker Nastasi e Arcorace all’ombra dei Gallace
Dall’inchiesta “Kleopatra” emerge un particolare sul 51enne romano catturato a Medellín: sarebbe stato (anche) nella rete dell’attuale latitante

LAMEZIA TERME Uno è latitante da oltre 13 mesi, l’altro è stato catturato in Colombia nelle scorse settimane. Due nomi che si intrecciano a distanza di migliaia di chilometri, finora con sorti differenti, quello di Roberto Nastasi (cl. ’75), individuato e arrestato a Medellín, a nord di Bogotà, accusato di essere un sospetto membro della ‘ndrangheta e di avere legami in Colombia con il cosiddetto Clan del Golfo lo scorso 30 gennaio, e Cesare Antonio Arcorace (cl. ’89) di Locri, accusato di essere un «partecipe alla cosca Gallace», avendo eseguito le disposizioni del boss, Cosimo Damiano Gallace, ma del quale si sono perse tuttora le tracce e su cui pendono le accuse dell’operazione Ostro e, appunto, Kleopatra. Entrambi ora sono tra le 53 persone che rischiano il processo dopo la chiusura della indagini da parte della Distrettuale antimafia di Catanzaro. (NE ABBIAMO SCRITTO QUI)
I contatti tra Nastasi e Arcorace all’ombra dei Gallace
Destini solo in apparenza paralleli perché, scavando nelle recenti inchieste della Distrettuale antimafia di Catanzaro, i nomi di Nastasi e Arcorace si ritrovano lungo la rotta che collega il Sud America alla Calabria. L’arresto di Roberto Nastasi, avvenuto nei giorni scorsi oltre oceano, riporta al centro una figura che negli atti della Dda e tra le centinaia di pagine redatte dal GICO della Guardia di Finanza di Catanzaro non compare come un “uomo di piazza” o gestore dello spaccio locale, ma come figura strategica della filiera internazionale della cocaina. Accuse che coincidono con quelle delle autorità colombiane che hanno messo le mani su di lui, in un altro arresto definito «eccellente», nell’ambito della lotta al narcotraffico internazionale in cui la ‘ndrangheta calabrese è player principale ormai da tempo.
La catena logistica curata da Nastasi
E se al momento della sua cattura ci si chiedeva cosa c’entrassero mai gli affari di un presunto broker di cinquant’anni romano in un angolo remoto ai confini tra Colombia ed Ecuador con la ‘ndrangheta calabrese, la risposta era già nelle carte del GICO. Perché se Arcorace è ancora irreperibile, la cattura di Nastasi sembra riaccendere i riflettori su quella catena logistica che partiva dalla Colombia per arrivare fino alla rete calabrese e in cui proprio il suo nome – alias “Nero” – ricorre nelle tantissime conversazioni relative alle spedizioni internazionali dalla Colombia, alla gestione dello sdoganamento e alle istruzioni operative su cosa dichiarare ai corrieri. E poi sarebbe stato attivo nel monitoraggio del tracking dei pacchi spediti verso l’Italia e l’invio delle immagini dei carichi. Nelle conversazioni criptate, Arcorace risulta costantemente aggiornato sullo stato delle spedizioni, sulle dichiarazioni doganali e sulle modalità di occultamento. In questo scambio continuo, la figura di Nastasi – alias “Nero” – compare quale referente estero, colui che impartisce istruzioni e monitora la partenza dei carichi dalla Colombia diretti in Calabria
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Nastasi «anello a monte della filiera»
Analizzando il contesto criminale ricostruito attraverso l’inchiesta “Kleopatra”, emergerebbe un assetto ben strutturato in cui la figura di Roberto Nastasi si potrebbe collocare quale «fornitore logistico» di droga in un segmento che, in Calabria, si incastra nel fiorente business riconducibile alla potente cosca di ‘ndrangheta dei Gallace di Guardavalle. In questo schema, Nastasi rappresenterebbe l’anello a monte della catena: l’uomo delle spedizioni, dei contatti colombiani, delle istruzioni doganali. Arcorace, invece, il terminale operativo sul territorio. Due ruoli complementari, dunque, di una stessa filiera. La chiusura indagini della Dda che si incrocia con l’arresto a Medellín di Nastasi e la latitanza di Arcorace, quella catena tra Sud America e Calabria torna a mostrarsi nella sua dimensione internazionale. (redazione@corrierecal.it)
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