Primarie centrosinistra a Reggio Calabria, oltre tremila votanti nelle prime quattro ore – FOTO
Si sono già recati alle urne Battaglia e Muraca, il terzo candidato Canale è atteso in serata. Partecipazione in crescita nei 15 seggi allestiti in città

REGGIO CALABRIA C’è movimento davanti ai seggi allestiti in città per le primarie del centrosinistra. Fin dalle prime ore della mattinata in diversi dei punti di voto distribuiti sul territorio si sono formate file di cittadini in attesa di esprimere la propria preferenza, in un clima che restituisce l’immagine di una giornata di partecipazione politica e di interesse per la scelta del candidato sindaco della coalizione. Il Comitato Organizzatore delle primarie in una nota ha rivelato che dalle ore 9 alle ore 13 si sono già recati alle urne oltre 3.000 cittadini, un dato che conferma il forte interesse e la voglia di partecipazione della comunità reggina rispetto a un appuntamento importante per il futuro della città.
Le operazioni di voto sono iniziate appunto alle 9 e proseguiranno per tutta la giornata fino alle 20. Anche in questa tornata, come già accadde nel 2014, sono 15 le sedi allestite per votare, distribuite in tutta la città tra le ex sedi circoscrizionali e alcuni circoli del Partito Democratico e le sedi di Italia Viva e del Circolo Avs, con un presidente incaricato di coordinare le operazioni in ciascun punto di voto.
Nella mattinata si sono già recati alle urne due dei candidati in corsa per diventare il candidato sindaco del centrosinistra alle prossime amministrative del 24 e 25 maggio.



Domenico Battaglia, attuale sindaco facente funzioni e candidato del Pd, ha votato alle 10.30 nel seggio del centro storico allestito in via Possidonea, nella sede delle ACLI, accompagnato dalla famiglia. Qui sono arrivati anche il segretario regionale del Pd, Nicola Irto e l’ex sindaco Giuseppe Falcomatà. Poco dopo è stato il turno di Giovanni Muraca, sostenuto da Italia Viva e Casa Riformista, che ha espresso la propria preferenza nel seggio di via Pasquale Andiloro, nell’ex quarta circoscrizione.


Il terzo candidato, Massimo Canale, espressione del movimento civico Onda Orange, è atteso invece alle urne in serata.
Tre candidature che rappresentano diverse anime del campo progressista cittadino. La coalizione che sostiene le primarie comprende però un ampio fronte di partiti, movimenti civici e associazioni: tra questi il Partito Socialista Italiano, Rifondazione Comunista, Alleanza Verdi-Sinistra, il Partito del Sud e i gruppi consiliari Democratici e Progressisti, Reset, La Svolta, Sintesi e Innamorarsi di Reggio.Alle urne possono recarsi tutti i residenti nel Comune che abbiano compiuto almeno 16 anni. Per votare è necessario presentarsi al seggio corrispondente alla propria zona di residenza con un documento d’identità, sottoscrivere la Carta dei valori del centrosinistra reggino e versare un contributo minimo di un euro.
A sottolineare il valore dell’appuntamento è la presidente del Comitato di Garanzia delle primarie, Maria Pia Porcino, già assessore dell’amministrazione guidata da Giuseppe Falcomatà.«Invitiamo il popolo del centrosinistra e tutti i cittadini reggini a partecipare a questo importante momento di democrazia – ha dichiarato –. Le primarie rappresentano uno strumento prezioso di partecipazione attiva e consentono ai cittadini di scegliere il candidato sindaco e contribuire, con il proprio voto e con le proprie idee, alla costruzione del programma della coalizione».A distanza di dodici anni il centrosinistra reggino torna dunque alla formula delle primarie. L’ultima volta, nel luglio 2014, la partecipazione fu significativa: oltre 16.500 cittadini si recarono ai seggi, pari a circa l’11,2% degli aventi diritto, pagando un contributo simbolico di un euro per esprimere la propria preferenza. All’epoca, i numeri furono significativi: oltre 16.500 cittadini si recarono alle urne, pari a circa l’11,2 % degli aventi diritto, in piena estate e pagando un contributo simbolico di un euro per esprimere la loro preferenza. Il dato definitivo registrò 16.536 votanti (con 37 schede nulle e 17 bianche), in una consultazione che fu percepita come una vera “festa democratica” e una manifestazione di voglia di partecipazione dopo anni di commissariamento del Comune.
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