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Tra verità e misteri della Repubblica, Petruccioli apre la rassegna letteraria di Castrolibero

L’ex direttore de L’Unità racconta intrighi, depistaggi e politica degli anni Ottanta, nella ex chiesa di San Giovanni

Pubblicato il: 26/03/2026 – 15:02
di Lucia Serino
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Tra verità e misteri della Repubblica, Petruccioli apre la rassegna letteraria di Castrolibero

CASTROLIBERO Ha preso il via nel centro storico di Castrolibero la rassegna “Incontri Letterari”, inserita nel cartellone sostenuto dal Comune e curata dal gruppo Corriere della Calabria. La serata inaugurale si è svolta nella suggestiva ex chiesa di San Giovanni, che si conferma spazio di cultura e confronto.
Ad aprire la manifestazione è stata l’assessora alla Cultura del Comune di Castrolibero, Nicoletta Perrotti, che ha sottolineato il valore pubblico dell’iniziativa: «Siamo alla quarta edizione di Incontri Letterari nel centro storico di Castrolibero. È un modo per dare vita a questo bellissimo borgo. Anche quest’anno, tra l’altro, la rassegna inizia con un incremento del patrimonio librario dedicato a Corrado Alvaro che custodiamo qui, nel centro storico. In questi giorni leggeremo l’Italia di ieri e di oggi. Ringrazio il Corriere della Calabria e “Piano B” per l’organizzazione. Ho sempre creduto in momenti come questi come occasione importante per la vita delle nostre comunità».

Protagonista della serata inaugurale è stato Claudio Petruccioli, che ha presentato il suo libro “Spie vere e carte false. Il caso Cirillo e l’Unità”, dialogando con il giornalista Paride Leporace. Quest’ultimo ha introdotto subito il pubblico nel contesto storico, accompagnando l’autore in un racconto che intreccia politica, giornalismo e segreti di Stato. Petruccioli, protagonista diretto di quegli anni — uomo di Botteghe Oscure, già condirettore e direttore de L’Unità, poi presidente della Rai — ha ricostruito una delle vicende più controverse della storia repubblicana. Il libro affronta il caso Cirillo, assessore della Regione Campania, un “giallo” complesso degli anni Ottanta, partendo da un episodio chiave: nel marzo 1982 una giovane giornalista, Marina Maresca, porta nella redazione de L’Unità un documento destinato a scuotere il Paese.

In quel documento si ipotizza una trattativa segreta per la liberazione dell’assessore campano Ciro Cirillo, rapito a Torre del Greco, che avrebbe coinvolto esponenti della Democrazia Cristiana, settori dello Stato, la camorra di Raffaele Cutolo e il terrorismo brigatista. Petruccioli ha condiviso anche riflessioni personali, offrendo uno sguardo diretto su quegli anni segnati dal terrorismo. All’epoca, ha raccontato, viveva sotto scorta e si trovava nel pieno di una difficile riorganizzazione del giornale. Quando arrivò il documento, chiese verifiche ma non seguì direttamente la notizia: «Io in quel momento non decisi, e questa fu la mia grande colpa. Eravamo nel pieno della trasformazione del giornale, erano gli anni del passaggio alla stampa a freddo e avevamo da gestire problemi di esubero».

La pubblicazione del documento — nel quale compariva il nome del politico Enzo Scotti — provocò un enorme scandalo. Resta ancora aperta, però, la domanda sull’origine di quella che lo stesso autore definisce una possibile «polpetta avvelenata», costruita per colpire quali equilibri politici interni. Petruccioli ha continuato negli anni a raccogliere materiali sul caso, fino alla decisione di scrivere il libro, maturata anche grazie a suggestioni letterarie contemporanee. Nel volume, i personaggi di Marina Maresca e dell’uomo dei servizi Rotondi guidano il lettore dentro una vicenda in cui verità e depistaggi si intrecciano. Il lavoro di Petruccioli si presenta come una ricostruzione rigorosa ma anche personale, capace di illuminare il passaggio dagli anni di piombo a una stagione segnata da trattative e zone d’ombra. Ne emerge un quadro in cui informazione, potere e segreti finiscono per sovrapporsi, restituendo tutta la complessità di una fase storica ancora oggi oggetto di discussione.

Ampia e attenta la partecipazione del pubblico, coinvolto e interessato per tutta la durata dell’incontro. Al termine della serata molte copie del libro sono state firmate dall’autore, visibilmente soddisfatto. Per Petruccioli si è trattato della prima presentazione in Calabria, occasione nella quale ha sottolineato di essersi trovato «benissimo» in un contesto accogliente e stimolante. La rassegna prosegue stasera alle 18.30, sempre nella chiesa di San Giovanni, con Attilio Sabato, che presenterà “Cella 121” dialogando con Arcangelo Badolati. A seguire Davide Giacalone presenterà “FuturiBile” in dialogo con Paola Militano, direttore del Corriere della Calabria. Chiuderà domani Giancarla Rondinelli con “L’impronta. La lezione di Garlasco e la fiducia degli italiani nella giustizia”. Quattro libri diversi, ma uniti dalla volontà di indagare il presente attraverso storie, inchieste e analisi. (redazione@corrierecal.it)

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