Furti e riciclaggio di rame a Cosenza, in appello cinque assoluzioni – NOMI
Sei prescrizioni. L’operazione “Black Out” aveva portato all’emissione di 13 misure cautelari nelle province di Cosenza e Catanzaro

COSENZA La Corte d’appello di Catanzaro ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati accusate di far parte di un’associazione dedita al riciclaggio di rame radicata e ben strutturata. L’allora procuratore aggiunto della Procura di Cosenza, Marisa Manzini, aveva coordinato l’operazione “Black out”, che aveva portato all’emissione di 13 misure cautelari nei confronti di altrettante persone nelle province di Cosenza e Catanzaro. Contestati i reati di traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione. All’interno di alcune società di autodemolizione cosentine sarebbero confluiti ingenti quantitativi di cavi di rame rubato a società operanti nel settore energetico, delle telecomunicazioni e dei trasporti. Il materiale sarebbe stato poi occultato e inviato ad altre società collegate, operanti in altre province, che lo avrebbero inserito nel mercato legale. Sono stati sottoposti a sequestro aziende e mezzi utilizzati per il trasporto. Si tratta di un’operazione congiunta della polizia di Stato e del Corpo forestale.
La sentenza
La Corte d’appello ha assolto Francesco Bartucci, Angelo Fabio Perri, Giuseppe Lucchino, Giovanni Bandiera,Giovannino Gallo per non aver commesso il fatto.
La Corte ha inoltre dichiarato il non doversi procedere nei confronti di Franco Carriere, Silvio Ciardullo, Daniel Adam, Andrei Cotet, Marcello Munegato, Linda Belsito per sopraggiunta prescrizione. Nel collegio difensivo figurano – tra gli altri – gli avvocati Luca Acciardi, Amelia Ferrari, Cristian Cristiano, Antonio Quintieri, Filippo Cinnante. (f.b.)
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