Storie di vita, il procuratore Di Palma racconta Alessandra: «Per la prima volta qualcuno mi ha davvero guardata» – VIDEO
Nella sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria il convegno promosso dall’Associazione Donne Reggine

REGGIO CALABRIA La sala Monteleone del Consiglio regionale della Calabria si è trasformata in un’aula colma di giovani occhi attenti: tanti studenti degli istituti superiori della città hanno partecipato al convegno “Storie di Vita. Diritto, Speranza e Umanità”, promosso dall’Associazione Donne Reggine, presieduta da Sabina Cannizzaro. Al centro dell’incontro, l’esperienza diretta della giustizia minorile raccontata da Roberto Di Palma, procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, che ha narrato la storia di Alessandra – nome di fantasia – una ragazza che ha attraversato il percorso giudiziario e ha trovato un’opportunità di rinascita grazie a un percorso di ascolto, sostegno e messa alla prova.
Lacrime e rinascita: la storia di Alessandra
«Ho incontrato Alessandra in tribunale e non parlava, non rispondeva alle domande, stava in silenzio e piangeva», racconta Di Palma agli studenti. «Allora le dissi: forse ti manca una famiglia. E lei scoppiò a piangere di nuovo. Poi mi disse: “Nessuno mi aveva mai guardato davvero e capito il mio problema”. Per Alessandra, il tribunale non è stato solo un luogo di giudizio, ma uno spazio dove sentirsi riconosciuta come persona. Grazie al percorso di messa alla prova, ha potuto affrontare la propria responsabilità senza essere marchiata per sempre. Il giorno della sentenza, il reato a suo carico è stato dichiarato estinto. Significa che quella macchia non esiste più – spiega il procuratore – e che puoi entrare nel mondo degli adulti senza portarti dietro quel peso. Ma il momento più intenso arrivò subito dopo, – ricorda Di Palma. Alessandra chiese di parlare, ancora tra le lacrime, e disse: “L’unica cosa che mi dispiace è che questo periodo sia stato troppo breve. Per la prima volta ho visto persone che mi hanno voluto bene”. Oggi Alessandra è una donna, laureata, è assistente sociale, aiuta altri ragazzi a percorrere strade simili. Questa è la vera vittoria – conclude Di Palma – riuscire a guardare avanti e trasformare un’esperienza difficile in qualcosa di positivo. I ragazzi oggi si sentono iperconnessi ma quello che davvero cercano è essere visti, guardati negli occhi. Nel mondo online questo non accade, e proprio da qui nasce una forma di deumanizzazione che dobbiamo contrastare».


Dialogo, ascolto e musica per crescere insieme
Il convegno, moderato dalla presidente Sabina Cannizzaro, ha voluto stimolare il dialogo tra giovani e istituzioni, affrontando temi delicati come la violenza tra ragazzi e il disagio giovanile. «Questa sala piena di studenti ci ricorda quanto sia importante parlare ai ragazzi e offrire spazi di ascolto e confronto», ha sottolineato Cannizzaro. «Assieme al femminicidio, la violenza tra i ragazzi purtroppo è diventata un’altra piaga. Abbiamo sentito la necessità, – ha aggiunto Cannizzaro – di fare ascoltare ai nostri giovani studenti le testimonianze di chi opera quotidianamente con i ragazzi. Abbiamo messo il diritto della giustizia con l’umanità della Chiesa quindi abbiamo voluto queste due istituzioni della nostra città che rappresentano il rispetto della legge, ma senza dimenticare l’umanità. Ed è soprattutto tanta, tanta speranza per i nostri giovani». Un messaggio chiaro, che si è tradotto negli interventi intensi del procuratore Di Palma e dell’arcivescovo Fortunato Morrone, capaci di restituire ai ragazzi una visione non giudicante ma responsabile, non distante ma profondamente vicina. Un impegno quotidiano portato avanti dall’associazione Donne Reggine. «Siamo tante, – ha spiegato Cannizzaro – quest’associazione ci dà la possibilità di ritrovarci, ascoltare anche le esigenze di tante altre donne che probabilmente per timore non riescono a parlare o a chiedere aiuto. Raccogliamo istanze, le coinvolgiamo e poi proviamo a fare da tramite con chi è chiamato a venire incontro alle esigenze di tutte le nostre donne reggine». Ad allietare il confronto, un momento di leggerezza e bellezza: l’Orchestra composta dagli allievi del liceo musicale “Tommaso Gullì” di Reggio Calabria ha eseguito alcuni brani, rendendo l’incontro ancora più coinvolgente.