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«Affitti fuori controllo», il Psdi accende i riflettori sugli studenti dell’Unical

«Chi resta fuori dal campus paga prezzi troppo alti», sottolinea il coordinatore Cosentini, che chiede regole e più equilibrio nel mercato degli alloggi

Pubblicato il: 29/03/2026 – 21:55
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«Affitti fuori controllo», il Psdi accende i riflettori sugli studenti dell’Unical

COSENZA «Rende è una città universitaria, ed è questa la sua vera identità». Parte da qui la riflessione di Luigi Cosentini, coordinatore regionale del Psdi Calabria, che in un comunicato interviene sul tema del diritto allo studio e delle difficoltà abitative per gli studenti dell’Università della Calabria. «Qui ha sede l’Università della Calabria, una delle realtà accademiche più importanti del Paese, un punto di riferimento per migliaia di studenti», sottolinea Cosentini, evidenziando il ruolo centrale che la città riveste nel panorama universitario.
Al centro del ragionamento ci sono però soprattutto gli studenti calabresi: «Dobbiamo guardare prima di tutto ai nostri ragazzi, a chi sceglie di restare nella propria terra, di formarsi qui, senza essere costretto ad andare via. Scegliere di studiare in Calabria non deve diventare una penalizzazione economica per le famiglie».
Una situazione che, secondo il coordinatore del Psdi, oggi è tutt’altro che ideale: «Il campus riesce ad accogliere molti studenti, ma non tutti. E chi resta fuori è costretto a rivolgersi al mercato privato, dove i prezzi di monolocali e posti letto sono ormai troppo alti, spesso fuori dalla portata di tante famiglie calabresi».
Non solo caro affitti, ma anche irregolarità diffuse: «A questo si aggiunge il problema dei fitti in nero, che rende tutto ancora più ingiusto e senza regole», denuncia Cosentini. Da qui l’appello a un intervento concreto: «In una regione che già vive difficoltà economiche, non possiamo accettare che il diritto allo studio venga messo in discussione proprio per chi decide di restare. Non possiamo permettere che studiare diventi un privilegio per pochi».
Infine, l’invito alla politica locale: «Rende, che ha una storia e una cultura di sinistra, deve avere il coraggio di intervenire con serietà: incentivare gli affitti regolari a prezzi accessibili, contrastare davvero il nero, creare condizioni giuste sia per gli studenti sia per i proprietari, senza guerre ma con equilibrio e responsabilità». Un monito chiaro che si chiude con una riflessione netta: «O Rende diventa davvero una città accessibile per gli studenti calabresi, oppure perde la sua funzione più importante. E una città che mette in difficoltà i propri giovani, che rende complicato persino studiare, è una città che rinuncia al proprio futuro».

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