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la tentazione

Ipotesi elezioni anticipate: Meloni valuta il voto a giugno

Riflessioni in corso nel governo, tra opportunità e rischi

Pubblicato il: 29/03/2026 – 16:42
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Ipotesi elezioni anticipate: Meloni valuta il voto a giugno

Nel panorama politico italiano torna a farsi strada l’ipotesi di elezioni anticipate. Secondo quanto riportato da Fanpage, “la data cerchiata in rosso è domenica 7 giugno”, giorno in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni potrebbe decidere di riportare il Paese alle urne.
Al momento si tratta di riflessioni in corso, ma il tema è tutt’altro che marginale. Fanpage sottolinea che “non se ne parla ma la tentazione c’è”, soprattutto alla luce delle recenti difficoltà attraversate dal governo dopo la bocciatura della riforma della giustizia e le dimissioni di alcuni esponenti di primo piano. Un contesto che avrebbe aperto interrogativi sulla tenuta dell’esecutivo e sulle prospettive future. Tra le ragioni che spingerebbero verso un voto anticipato ci sarebbe la possibilità di cogliere impreparate le opposizioni. Viene evidenziato infatti che il cosiddetto campo largo “ha appena cominciato a ragionare di alleanze”, con divisioni interne sia sul programma sia sulla leadership. Un’eventuale convocazione alle urne a breve termine potrebbe quindi favorire la maggioranza.
Allo stesso tempo, però, i rischi non mancano. Come sottolineato da Fanpage, per Meloni “l’occasione rischia di trasformarsi in un suicidio politico”, soprattutto dopo il calo registrato nei sondaggi successivi al referendum. Anticipare il voto in una fase di flessione potrebbe compromettere le possibilità di riconferma.
Un altro elemento che alimenta il dibattito riguarda la prospettiva a medio termine. Esiste il timore, all’interno della maggioranza, di arrivare al 2027 “logorati”, tra tensioni interne e difficoltà nel mantenere il consenso. Da qui l’idea di sfruttare una finestra favorevole già nei prossimi mesi. Non manca poi la dimensione tecnica. Il 7 giugno rappresenterebbe “l’unica finestra buona” per anticipare il voto prima dell’estate, evitando l’ingorgo autunnale legato alla legge di bilancio e agli adempimenti economici. Sullo sfondo resta anche la questione dei conti pubblici e della procedura europea per deficit eccessivo, che potrebbe complicare ulteriormente il quadro.
Infine, pesa anche il fattore politico. Dopo aver rivendicato la stabilità del governo e promesso di arrivare a fine legislatura, un cambio di rotta potrebbe apparire contraddittorio. Rovesciare tutto ora darebbe un segnale di incoerenza, con possibili ripercussioni sul rapporto con gli elettori. Per ora si tratta solo di scenari e valutazioni, ma nei palazzi della politica il tema è sul tavolo. E la data del 7 giugno continua a circolare come possibile snodo decisivo per il futuro della legislatura.

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