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il dopo voto

Provinciali di Catanzaro, la “golden share” di FdI sulle future scelte elettorali. Nel Pd brilla Giampà

Il boom del partito di Ferro e Montuoro. “Pari” nel derby FI-Lega: nel Carroccio prevale Mancuso. Gli effetti del voto sul Comune di Catanzaro

Pubblicato il: 29/03/2026 – 15:54
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Provinciali di Catanzaro, la “golden share” di FdI sulle future scelte elettorali. Nel Pd brilla Giampà

CATANZARO Sarà una piccola soddisfazione, in un contesto nazionale oggi più complicato dopo il flop del referendum e i veleni post referendum, ma è comunque una soddisfazione. Fratelli d’Italia è l’indiscussa vincitrice delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro, con la conquista di un quarto dei seggi complessivi dell’assemblea di Palazzo di Vetro (4 su 12) e quasi la metà dei seggi complessivi conquistati dal centrodestra (4 su 9), e un segnale forte e preciso soprattutto all’indirizzo degli alleati. Sul piano politico ovviamente il test delle Provinciali è sempre parziale, va detto, perché si tratta di un’elezione che bypassa il consenso popolare essendo riservata agli amministratori, ma non si può negare che quella che alla vigilia si presentava anche come una prova di forza nel centrodestra ha chiarito, a livello territoriale, i veri rapporti interni, con i meloniani che ora potranno vantare la “golden share” sulle future scelte che riguarderanno il Catanzarese, città capoluogo compresa. Alla vigilia questa tornata elettorale sembrava più una “conta” fra Forza Italia e Lega, alla luce della vicenda della fallita spallata al sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita (voluta da Forza Italia ma un – bel – po’ meno dalla Lega del plenipotenziario Filippo Mancuso): al tirar delle somme si può dire che forzisti e salviniani hanno “pareggiato”, ma finendo per essere doppiati da Fratelli d’Italia (nella foto in coperitna la “festa” di FdI dopo lo scrutinio).

Il centrodestra

Più in dettaglio. Fratelli d’Italia stravince sotto il coordinamento della leader regionale del partito, il sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, con il radicamento sempre più inarrestabile sul territorio da parte dell’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro, “motore” del boom elettorale di ieri: tra gli eletti di FdI spicca la riconferma del vicepresidente uscente Francesco Fragomele, vicinissimo alla Ferro. Quanto a Forza Italia, il gruppo che fa riferimento al consigliere regionale Marco Polimeni può farsi vanto del più votato al “ponderato”, Paolo Colosimo (quasi 9mila voti “ponderati” per lui, un record), e della riconferma di Tommaso Berlingò, ex Azione e oggi azzurro, fortemente sostenuto dal consigliere comunale catanzarese Sergio Costanzo, mentre non ce l’ha fatta Davide Mastroianni, secondo i “bene informati” sostenuto dal vicesegretario regionale e consigliere regionale Fi Emanuele Ionà. Quanto alla Lega, alla fine un seggio in meno rispetto alla precedente tornata ma Mancuso sembra aver vinto il derby interno sia contro Domenico Furgiuele che contro Gianpaolo Bevilacqua: i due eletti del Carroccio – il consigliere comunale di Catanzaro Eugenio Riccio e il sindaco di Gagliato Salvatore Sinopoli (una sorpresa) – sono ritenuti vicini al vicepresidente della Regione. Motivi per sorridere ne ha infine anche Noi Moderati di Pino Galati, che dopo la Regione piazza la “bandierina” anche alla Provincia di Catanzaro eleggendo Matteo Folino, consigliere comunale di Lamezia.

Il centrosinistra

Fronte centrosinistra, la coalizione progressista alla fine tutto sommato può dirsi soddisfatta, avendo eletto tre consiglieri provinciali, e non era scontato alla vigilia. Ovviamente, i tre eletti sono tutti del Pd, l’unico partito realmente presente sul territorio (i tre nella foto in alto). Rimarchevole il dato del sindaco di San Pietro a Maida, già segretario provinciale dem, Domenico Giampà, il più votato della lista Progressisti, ma anche il secondo più votato in assoluto con il ponderato e terzo con il proporzionale: significativo il fatto che Giampà abbia raccolto molti voti dagli amministratori delle fasce dei piccolissimi e piccoli comuni. E il fatto che Giampà abbia prevalso sugli altri due eletti che pure potevano contare sul voto dei Comuni più grandi, Catanzaro e Lamezia, e sull’impegno di alcuni big del Pd: Gregorio Buccolieri, dai “bene informati” considerato il candidato di Fiorita e del capogruppo dem alla Regione Ernesto Alecci, e la lametina Lidia Vescio, sostenuta da un’area legata alla dirigente nazionale dem Jasmine Cristallo, che l’ha spuntata in extremis grazie all’assegnazione di un voto “pesante” inizialmente attribuito all’altra candidata Maria Gigliotti.

Il “caso” Catanzaro

Questi, in linea generale, i dati delle Provinciali di Catanzaro, che avevano però un ulteriore valore politico, legato alle dinamiche del Comune di Catanzaro, chiamato al voto nel 2027. In linea di massima, nel centrodestra, la casella Catanzaro dovrebbe spettare alla Lega (con lo stesso Mancuso in pole, papabile candidato sindaco quasi naturale, e comunque capace di eleggere due consiglieri provinciali anche in una fase non facile), ma Fratelli d’Italia ha lanciato un’Opa. Un dato: la “vulgata” vuole che solo dal Comune di Catanzaro siano arrivati ben 8 voti “pesanti” targati Fratelli d’Italia, benché i consiglieri comunali meloniani siano ufficialmente solo 2. E va anche ricordato che la stessa Ferro ha già fatto presente che per Catanzaro i meloniani sono comunque pronti a spendere più di un nome forte. Magari la quadra potrebbe essere trovata nel senso di lasciare a FdI l’indicazione del candidato alla presidenza della Provincia (si voterà in autunno, comunque entro la fine dell’anno) in modo da non mettere in discussione la distribuzione di massima che vuole Catanzaro in quota Lega. O magari anche no… (a. cant.)

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