Ponte sullo Stretto: WeBuild accelera, Fava denuncia il «paradosso»
Un dibattito che si è riacceso a seguito della recente manifestazione a Messina

Un dibattito che si è riacceso a seguito della recente manifestazione a Messina dal titolo “L’ora del Ponte”. A contrapporsi sulla questione della realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, sono questa volta – come ricostruisce La Sicilia – Pietro Salini (WeBuild) e Claudio Fava. Il primo, amministratore delegato di WeBuild, ha ribadito con forza la determinazione del consorzio costruttore, dichiarando a Napoli che l’opera rappresenta un’occasione per mostrare al mondo la capacità e le competenze ingegneristiche dell’Italia. Per Salini, il ponte è ormai una realtà inarrestabile e si configura come un «unicum mondiale» capace di agire da «volano logistico» per connettere i siciliani all’Europa. Di parere opposto è Claudio Fava, che ha espresso profonda amarezza per quella che ha definito una parata politica, quella di Messina, davanti a una «piazza piuttosto magra». L’ex parlamentare ha voluto precisare che la sua contrarietà non nasce da pregiudizi, ma da analisi concrete, citando uno studio del Politecnico di Torino secondo cui l’infrastruttura sarebbe l’opera «più improduttiva nella storia della Repubblica». Fava ha inoltre puntato il dito contro la spesa di tredici miliardi e mezzo, definendola «interamente a carico delle finanze pubbliche». Oltre al nodo economico, Fava ha sollevato pesanti dubbi sulla sicurezza, ricordando che l’area dello Stretto è la zona a «più alto rischio sismico del Mediterraneo» e denunciando l’assenza di risposte chiare su questioni cruciali come la faglia attiva o le prove di fatica sui cavi. Il quadro delineato dall’ex parlamentare è quello di un paradosso infrastrutturale, con ferrovie siciliane ferme al primo dopoguerra e tempi di percorrenza che definisce «persino peggiori rispetto a quelli del 1953». Infine, Fava ha bollato l’evento di Messina come semplice «propaganda elettorale», specialmente alla luce del recente mancato visto di legittimità da parte della Corte dei Conti alla delibera di approvazione del progetto.