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la scomparsa

Rosario Chiriano: «Non passi un giorno senza che abbia fatto un’opera buona»

Un ricordo personale di due incontri scelti fra i mille d’una vita intera

Pubblicato il: 31/03/2026 – 15:18
di Nunzio Raimondi
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Rosario Chiriano: «Non passi un giorno senza che abbia fatto un’opera buona»

Lascio ad altri l’alto onore di ricordare le magnifiche doti di politico, giurista, avvocato, di Rosario Chiriano. Il mio è un ricordo personale di due incontri scelti fra i mille d’una vita intera.
Due incontri che però sono rimasti ancorati nella mia mente, con la tenacia di quelli inalterabili e che oggi, nell’ultimo saluto, voglio raccontare a tutti.
Il primo riguarda una confessione di molti anni fa: da giovane padre riflettevo con Te sull’educazione dei figli.
Eri letteralmente un “pozzo di scienza” teologica, non tanto per la Tua perfetta conoscenza delle Scritture quanto per la profondità e la potenza del Tuo pensiero che lasciava stupefatto l’interlocutore.
Sapevi aprire mille e mille prospettive tutt’altro che astratte quanto, piuttosto, di una concretezza assoluta.
Grande studioso, fra gli altri, del Beato don Mottola da Tropea, sapevi dar corpo alla via crucis snodata dal sacerdote degli ammalati, guardando alla concretezza della missione, affondando le mani nella sofferenza, senza aver paura di sporcarTele ed anzi portando a tutti il profumo dei poveri.
Ecco, vedete, Rosario Chiriano era un Cristiano impegnato, dirò innamorato di Dio e della croce di Cristo.
Per questo non mi stupisce affatto che il Signore lo abbia “premiato” col dono della sofferenza che Egli ha sempre servito con un tratto non soltanto gentile quanto amorevole, in senso veramente Cristiano, fraterno, tutto dedicato all’Altro.
Incontrare Rosario Chiriano lasciava il gusto della vicinanza mai formale,della partecipazione emotiva,dell’Amicizia.
A dirti: nulla è più bello che donarmi a te.
In questo clima un giorno di molti anni fa mi disse: «ho comprato due libri, uno per ciascuno dei tuoi figli, posso venire a casa tua a portarli?»
Era passato del tempo da quella nostra conversazione sull’educazione e non ricordavo più né ricollegavo.
Quando venne a casa m’illustrò dettagliatamente i libri per ragazzi che aveva portato senza fare alcun cenno a quel nostro discorso di molto tempo prima.
Solo alcuni anni dopo ricollegai i temi da lui trattati nel passato a quei doni,in una specie di preziosa filigrana del ricordo…
Prendendo insegnamento dalla misura che lo distingueva, voglio anch’io limitare il racconto ad un secondo episodio importante: un giorno lo incontrai ,non stava bene.
Mi disse,senza tergiversare,con tono inusualmente diretto: «non sto bene, Nunzio, ma devo riuscire nel mio proposito».
«Non passi un giorno senza che abbia fatto un’opera buona». Ed aggiunse: «devo farcela, questo è tutto per me».
Caro Rosario, hai lasciato la vita terrena all’inizio della Settimana Santa; io so che questo momento del Tuo ingresso nella vita eterna non è avvenuto a caso.
Il Signore Ti aspetta in Paradiso per mostrarti, faccia a faccia, l’Amore di Cristo in croce che Tu hai tanto amato e che hai eucaristicamente “messo in tavola” per condividerlo con i poveri.
Ti ricorderò per sempre così: “quod super est (non:superest) date pauperibus”. Hai dato tutto. Grazie.

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